Assisi, rinasce la Sala del Cantico delle Creature grazie a First Social Life e CA Italia

La Sala del Cantico delle Creature, nel complesso di San Damiano ad Assisi, è pronta ad aprire le porte ai visitatori e ai fedeli. Un luogo di autentica spiritualità che, grazie all’impegno di First Social Life e Credit Agricole Italia, in accordo con l’Ordine dei Frati Minori di San Damiano, si presenta, dopo un lungo lavoro di recupero seguito al sisma del 2016, come uno spazio completamente rinnovato, attrezzato tecnologicamente, revisionato nell’impatto ambientale, attrezzato per accogliere agevolmente persone con disabilità motoria attraverso l’utilizzo di un ascensore appositamente progettato che collega il piazzale antistante l’ingresso del Santuario direttamente con la Sala.

È il risultato finale del progetto “Rebuild: la fiducia ricostruisce il Paese”, che ha preso avvio nel 2017 ed ha consentito di restituire al complesso di San Damiano, luogo carismatico del cristianesimo, origine del carisma francescano, l’unico spazio adeguato per accogliere i tanti fedeli e turisti che raggiungono ogni giorno l’ambiente dove San Francesco compose il Cantico delle Creature.

L’inaugurazione della Sala del Cantico delle Creature che si è tenuta il 9 marzo ha testimoniato come l’alleanza tra soggetti privati diversi (un importante gruppo finanziario, un ente del terzo settore e un’istituzione religiosa) possa dare vita e concretezza a un modello economico positivo ispirato ai temi della sostenibilità e della fraternità a beneficio di una comunità estesa, come quella che trova in San Francesco e in San Damiano un punto costante di riflessione e preghiera.

“La tragedia della guerra russo-ucraina – ha sottolineato il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani nel suo intervento – ha riportato nel cuore dell’Europa paure che sembravano superate dalla storia. Non dobbiamo però chiuderci alla speranza. La seconda guerra mondiale, dopo le sue grandi distruzioni, è stata all’origine di un nuovo ordine internazionale modellato sulla cooperazione in base al sistema di Bretton Woods e, dal 1971, all’accordo di Smithsonian col quale fu riorganizzato il sistema monetario internazionale. Allo stesso modo il conflitto in corso può fornire l’occasione di ripensare non solo i rapporti internazionali, ma anche il modello economico e sociale dominante in Occidente negli ultimi decenni, che va rifondato sui principi di sostenibilità e inclusività. Ma perché ciò sia possibile al centro dei nostri sforzi dobbiamo mettere la persona umana e il suo sviluppo integrale”.

“È necessario valorizzare – ha proseguito Colombani – i risultati colti dalla Cop 26 di Glasgow nella costruzione di una governance globale dei cambiamenti climatici. La questione ambientale è strettamente connessa a quella sociale. L’emergere di una nuova sensibilità, maturata negli ultimi anni anche a livello governativo grazie all’impegno dal basso di movimenti e attivisti, si è concretizzato nel settore finanziario nei criteri Esg. Per il sindacato la sfida è orientare il cambiamento in modo che nessuno di questi aspetti resti in ombra. Un modello fondato sull’ecologia integrale, nel quale l’uomo e la natura, come insegna Papa Francesco, convivano in armonia, non può prescindere dal coinvolgimento delle persone nelle decisioni che riguardano l’economia. La democrazia economica – ha concluso Colombani – occupa un posto importante nella dottrina sociale della Chiesa ed è inscritta nell’identità della Cisl. La partecipazione è lo strumento per realizzarla e per questo First Cisl ha deciso di farne il tema del suo prossimo congresso”