Prosegue il percorso formativo promosso da First Cisl Emilia Romagna, curato dai formatori del Dipartimento Formazione e ricerca di First Cisl Emilia Romagna, Andrea Paterlini, Rosella Amerini, Elisa De Carolis ed Ettore Bellelli e dedicato all’approfondimento della consapevolezza nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa e delle sue implicazioni nel mondo del lavoro e nell’azione sindacale.
Dopo gli appuntamenti che hanno coinvolto i territori di First Cisl Romagna e di First Cisl Parma Piacenza, il percorso ha fatto tappa a Bologna con una giornata di formazione rivolta alle dirigenti e ai dirigenti sindacali di First Cisl Area metropolitana bolognese e Ferrara.
L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni tecnologiche più significative del nostro tempo. Come avvenuto in passato con la diffusione della televisione, dei personal computer, di Internet e degli smartphone, anche l’IA sta modificando profondamente il modo di lavorare, comunicare e prendere decisioni. Una rivoluzione che non riguarda soltanto gli strumenti che utilizziamo ogni giorno, ma che sta incidendo sui processi produttivi, sull’organizzazione del lavoro e, più in generale, sul modo in cui le persone accedono e utilizzano le informazioni.
In questo contesto si inserisce il lavoro svolto nell’ambito del progetto europeo FinAI, a cui First Cisl ha partecipato attivamente. L’esperienza maturata nel progetto ha evidenziato come le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale stiano già interessando le professionalità presenti nei settori finanziario e assicurativo, rendendo sempre più necessario investire nell’aggiornamento continuo delle competenze e nello sviluppo di nuove capacità professionali.
Da qui nasce una riflessione che riguarda direttamente anche il ruolo del sindacato: l’intelligenza artificiale è un rischio o un’opportunità? E soprattutto, come può essere utilizzata in modo consapevole a supporto dell’attività sindacale? Interrogativi che richiedono un approccio attivo, capace di comprendere il cambiamento per governarlo, anziché subirlo.
Se le rivoluzioni industriali del passato hanno trasformato prevalentemente il lavoro manuale, l’intelligenza artificiale interviene infatti soprattutto sulle professioni cognitive, modificando attività che richiedono elaborazione di informazioni, analisi e produzione di contenuti. Un cambiamento che coinvolge direttamente molte delle lavoratrici e molti dei lavoratori dei comparti che rappresentiamo.
L’IA può certamente rappresentare uno strumento utile per aumentare l’efficienza, supportare l’analisi e facilitare alcune attività operative. Tuttavia, il suo utilizzo richiede attenzione e consapevolezza. Tra i principali rischi emersi durante il percorso formativo vi sono la qualità e l’affidabilità dei dati utilizzati, la tutela della privacy, la sostenibilità ambientale delle tecnologie digitali e il pericolo della cosiddetta “pigrizia cognitiva”, ovvero la tendenza a delegare alla tecnologia processi di ragionamento che richiedono invece verifica, approfondimento e capacità critica.
Proprio il tema del pensiero critico ha rappresentato uno degli aspetti centrali della giornata. L’intelligenza artificiale può fornire risposte rapide e ben strutturate, ma nessun output può essere accettato in modo acritico. La capacità di contestualizzare le informazioni, valutarne l’attendibilità e comprenderne le possibili conseguenze rimane una prerogativa umana imprescindibile.
Allo stesso modo, per quanto avanzati possano diventare gli strumenti tecnologici, resta insostituibile la dimensione relazionale che caratterizza l’azione sindacale. L’ascolto delle persone, la presenza nei luoghi di lavoro, la costruzione di fiducia e la tutela collettiva continuano a rappresentare elementi che nessuna tecnologia può replicare.
L’obiettivo, quindi, non è delegare il pensiero alla macchina, ma utilizzare gli strumenti tecnologici per migliorare la qualità del lavoro e dell’azione sindacale, mantenendo sempre il controllo del processo decisionale e rafforzando le competenze delle persone.
Il percorso formativo conferma l’impegno di First Cisl Emilia Romagna nel promuovere una cultura dell’innovazione consapevole, capace di coniugare competenze tecnologiche, pensiero critico e centralità della persona. Una sfida che riguarda il presente e il futuro del lavoro e che richiede organizzazioni sindacali preparate, attente e protagoniste del cambiamento.































