I dati del bilancio 2025 presentati ieri all’Assemblea dei soci della Federazione delle Bcc dell’Emilia Romagna confermano un quadro incoraggiante per il Credito Cooperativo regionale. In un contesto bancario nazionale spesso caratterizzato dalla progressiva riduzione della presenza sul territorio, le nove Bcc emiliano-romagnole (Centro Emilia, Malatestiana, Felsinea, Romagnolo, Sarsina, Emil Banca, Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, RivieraBanca e RomagnaBanca) dimostrano che la vicinanza a famiglie e imprese continua a rappresentare un fattore decisivo di sviluppo.
Mentre gran parte del sistema bancario tradizionale arretra, le Bcc della regione registrano un saldo positivo di due nuove aperture, raggiungendo quota 348 sportelli presenti in 164 comuni. In 17 di questi, le Banche di Credito Cooperativo rappresentano l’unico presidio bancario rimasto, contribuendo a contrastare la desertificazione bancaria e a garantire un servizio basilare alle comunità locali, soprattutto nelle aree periferiche.
Le Bcc della nostra regione si confermano banche solide e affidabili e offrono sicurezza ai risparmiatori grazie soprattutto al lavoro quotidiano degli oltre 2.800 dipendenti. La loro professionalità ha contribuito a portare il totale dei risparmi affidati alle Bcc a 30,6 miliardi di euro e a far crescere i finanziamenti concessi a famiglie e imprese fino a 14,3 miliardi di euro, con un aumento del 3,6% rispetto all’anno precedente.
Particolarmente significativo è anche il dato presentato in riferimento ai mutui: la loro incidenza raggiunge l’83,6% del totale degli impieghi, contro il 64,9% registrato dal resto del sistema bancario. Un indicatore che evidenzia come il Credito Cooperativo continui a sostenere concretamente l’acquisto della prima casa e i progetti di vita delle famiglie, privilegiando l’economia reale rispetto a logiche puramente speculative.
“Il modello di prossimità delle Bcc funziona grazie alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno trasformano questa relazione in valore”, ha commentato Stefano Manzi, Segretario generale First Cisl Emilia Romagna, riprendendo le parole dell’Arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi che, intervenuto con un videomessaggio all’Assemblea dei soci, ha definito il Credito Cooperativo un sistema fondato su un algoritmo umano capace di mettere la persona al centro.
“Il passaggio del risparmio a funzione generativa per l’economia reale – ha proseguito il Segretario generale First Cisl Emilia Romagna – è possibile solo mediante una gestione che non considera i dipendenti come un costo, ma come i volti della banca sul territorio.”
I risultati del 2025 rappresentano un importante punto di partenza. “La sfida ora – ha concluso Manzi – è fare in modo che questa crescita si traduca in investimenti continui sulla qualità del lavoro, sulla formazione professionale e sulla tutela delle persone che, ogni giorno, negli sportelli e negli uffici, accompagnano cittadini e imprese nelle transizioni economiche e sociali del nostro tempo.”
Il Credito Cooperativo è un patrimonio delle comunità: difenderlo significa sostenere l’economia reale, preservare la presenza bancaria nei territori e valorizzare il lavoro di qualità che ne costituisce il fondamento.
Leggi anche:
– Tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Emilia Romagna, a cura di Fondazione Fiba
– Tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba
– Il 15° report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl aggiornato al 31 dicembre 2025
Vai al sito di First Cisl Credito Cooperativo
