Report Fondazione Fiba sulla stampa: utili banche in crescita mentre calano occupazione e sportelli

Banche in grande spolvero. I primi cinque istituti bancari italiani registrano la crescita dei proventi operativi trainati dalle commissioni. Nel contempo si riduce ancora il cost/income e nell’ultimo anno si sono persi 4.700 posti di lavoro. Questa la sintesi che emerge dall’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl sui risultati del primo trimestre 2026 dei cinque maggiori gruppi bancari italiani: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper.

I dati del report della Fondazione Fiba vengono rilanciati dagli organi di informazione nazionali. “First Cisl, 7 miliardi di utili nel trimestre per le prime 5 banche. Colombani, ora da banche aumenti salariali e riduzione orari” titola Ansa. Anche per Agi “Banche: First Cisl, utili record in primo trimestre, calano gli occupati”. Non cambia impostazione AdnKronos che scrive: “Banche: First Cisl, utili record nel primo trimestre, calano occupazione e sportelli”. Sulla stessa linea Askanews, “Banche: First Cisl: utili record primo trimestre, calano occupazione e sportelli”. Il Sole 24 Ore Radiocor rimarca: “Banche: First Cisl, oltre 7 miliardi di utili delle 5 big, redistribuire il valore”. “La First Cisl fa i conti in tasca alle banche: 7 miliardi di utili” evidenzia il Corriere della Sera. Su Libero quotidiano si legge: “Gli utili delle banche volano, sportelli e occupati no”. Per Borsa Italiana “Banche, utili record nel primo trimestre ma calano occupazione e sportelli”. Simile il titolo di Teleborsa “Banche, utili record nel primo trimestre ma calano occupazione e sportelli”. Anche per Milano Finanza e Finanza Report i risultati delle Big 5 italiane sono lusinghieri, questi i rispettivi titoli: “Banche italiane, utili in crescita a 7,8 miliardi nel primo trimestre 2026. Ancora su le commissioni”, “Banche italiane, utili trimestrali record a 7 miliardi: First Cisl”.

Non cambia lo schema per la Repubblica e La Stampa che titolano: “Banche, utili record nel primo trimestre ma calano occupazione e sportelli”. “Banche, utili oltre i 7 miliardi nel trimestre, cresce la redditività” scrive Euroborsa, il Resto del Carlino e Quotidiano Nazionale evidenziano il calo delle filiali e dell’occupazione titolando “First Cisl, 7 miliardi di utili nel trimestre per le prime 5 banche. Aumento del 3,3%. Ma calano filiali e occupazione”. Pure per il Quotidiano di Sicilia “Banche, utili record nel primo trimestre ma calano occupazione e sportelli”. Anche per Wall Street Italia “Banche: le cinque big italiane fanno il pieno di utili, mentre tagliano filiali e posti di lavoro”. Sulla stessa scia Economy Magazine, che richiama le parole di Colombani su aumenti salariali e riduzione dell’orario come strumenti indispensabili per redistribuire equamente i risultati straordinari costruiti dal lavoro delle persone. Per La Notizia è “L’età d’oro delle banche: utili record nel primo trimestre”. Credit News scrive: “Banche: utili da record, ma tagli del personale in vista”.

Accomunate dallo stesso titolo, “First Cisl, 7 miliardi di utili nel trimestre per le prime 5 banche”, sono Il Giorno, La Nazione, La Prealpina, L’Arena, Alto Adige, Brescia Oggi, Gazzetta di Mantova, Giornale Trentino, Il Giornale di Vicenza,

Nell’analizzare i dati cislini sul brillante momento delle principali banche italiane le varie testate evidenziano che “Il risultato netto aggregato supera i 7 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto al primo trimestre 2025. A sostenere ulteriormente i risultati sono soprattutto i proventi operativi, in aumento del 3,7%, trainati dalla forte crescita delle commissioni nette (+4%), che confermano il progressivo rafforzamento delle attività legate al risparmio gestito. I costi operativi risultano sotto controllo (-0,8%) con costo del personale sostanzialmente stabile (+0,1%). Il cost/income scende così al livello record del 37,3%, nettamente inferiore alla media stimata dei principali competitor europei (51%). Il rapporto tra costo del personale e proventi operativi si attesta al 23,3%, livello che evidenzia ulteriormente la progressiva diminuzione del peso del lavoro nella distribuzione della ricchezza prodotta dal settore bancario”.

A fronte di questi risultati, il report della Fondazione Fiba fa notare che il confronto con il primo trimestre 2025 certifica “la riduzione sia degli sportelli sia degli occupati. Le filiali diminuiscono di 375 unità (-3,1%) mentre i lavoratori si riducono di 4.729 unità (-2,1%). Parallelamente continuano a crescere tutti i principali indicatori di produttività per dipendente. In particolare il risultato di gestione pro capite aumenta del 9,7%, mentre le commissioni nette per dipendente crescono del 7%, confermando come i risultati record del settore siano sempre più sostenuti dalla professionalità, dalle competenze e dall’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari”.

“Gli impieghi – riporta ancora la stampa nazionale – crescono del 4,4% rispetto all’anno precedente, anche se con una dinamica inferiore rispetto alla crescita del totale dell’attivo (+7,2%). Il rapporto tra crediti verso clientela e totale attivo scende così al 49,5%, in calo di 1,4 punti percentuali. Resta sotto controllo la qualità del credito: i crediti in Stage 2 risultano leggermente in calo rispetto al 31 dicembre 2025 (-0,4%), mentre l’Npl ratio netto resta invariato all’1,2%. La raccolta diretta registra un lieve incremento (+0,6%), mentre la raccolta indiretta è in flessione del 2,4%, andamento influenzato anche dalla volatilità dei mercati finanziari nel periodo”.

Uno degli effetti più evidenti, rimarca First Cisl, è lo squilibrio esistente tra costo del lavoro e remunerazione del capitale. Come riportano gli organi d’informazione: “L’analisi evidenzia inoltre un progressivo squilibrio nella distribuzione della ricchezza prodotta dal settore bancario. Negli ultimi quattro anni il rapporto tra costo del lavoro e remunerazione degli azionisti attraverso dividendi e buyback si è drasticamente invertito: nel 2022 il costo del lavoro era pari ad oltre il 150% rispetto alla remunerazione del capitale, mentre nel 2025 si riduce a circa il 75%. Il forte incremento di dividendi e soprattutto di buyback ha determinato una notevole rivalutazione del valore delle azioni delle cinque big. Solo a titolo di riferimento l’indice Ftse Italia Banche ha avuto una crescita del 230% nel periodo 2022-2025. Un andamento che conferma il crescente orientamento delle banche a privilegiare la remunerazione del capitale rispetto alla valorizzazione del lavoro”.

Per Riccardo Colombani, segretario generale nazionale First Cisl: “Ancora una volta i risultati delle principali banche italiane dimostrano come il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori sia stato determinante nel conseguimento di utili record, grazie in particolare alle commissioni, pur con la riduzione dei livelli occupazionali. È quindi indispensabile la redistribuzione del valore creato a chi lo ha prodotto, ossia a lavoratrici e lavoratori. L’ipotesi di piattaforma sindacale unitaria contiene richieste di miglioramenti economici, ma anche la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione, che rappresenta una risposta necessaria all’aumento della produttività”.

“Non è accettabile – prosegue il leader dei bancari della Cisl – che mentre aumentano ricavi e utili, continui a diminuire il peso del costo del lavoro sui proventi operativi e prosegua il taglio dell’occupazione: serve pertanto l’adeguata redistribuzione della ricchezza prodotta, come da rivendicazioni sindacali unitarie”.

“Le banche – conclude Colombani – devono investire sul lavoro, evitando che la trasformazione tecnologica diventi la scusa per comprimere ulteriormente i costi del personale e aumentare la remunerazione degli azionisti”.


Qui l’analisi sulle trimestrali dei primi cinque gruppi bancari (Big 5) – maggio 2026

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