L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, basato sui dati di Banca d’Italia e Istat e aggiornato al 31 dicembre 2025, evidenzia un quadro particolarmente preoccupante per il nostro Paese.
Riccardo Colombani, Segretario generale nazionale First Cisl, lancia un allarme sociale: “I numeri descrivono un fenomeno su larga scala di esclusione sociale delle fasce più fragili della popolazione. Le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose”.
Il processo di desertificazione bancaria continua a interessare anche l’Emilia-Romagna, pur con un’incidenza più contenuta rispetto ad altre aree del Paese. Alla fine del 2025 la regione conserva una posizione di relativa solidità nel confronto nazionale, ma i dati mostrano una graduale riduzione della rete fisica degli sportelli, indicativa di un indebolimento strutturale ormai evidente. Il fenomeno non riguarda più soltanto le aree periferiche, ma coinvolge sempre più comuni di piccole e medie dimensioni, aumentando il numero di cittadini costretti a spostarsi al di fuori del proprio territorio per accedere a servizi bancari essenziali.
In questo contesto, la tenuta del servizio risulta particolarmente fragile: la chiusura anche di un solo presidio può generare effetti immediati sul piano sociale ed economico, rendendo indispensabile un monitoraggio attento del fenomeno per prevenire un’ulteriore estensione dell’esclusione finanziaria sul territorio.
La provincia di Parma conferma una tenuta complessivamente migliore rispetto alla media nazionale, ma mostra segnali di peggioramento che interrompono una fase di relativa stabilità. Pur collocandosi al 14° posto nella graduatoria nazionale degli indicatori provinciali di desertificazione bancaria assoluta, il territorio parmense registra un arretramento sul fronte della copertura dei servizi bancari fisici.
Nel corso del 2025, infatti, 2 comuni hanno perso l’ultimo sportello bancario, entrando nella condizione di desertificazione totale: Terenzo (1.162 abitanti) e Compiano (1.067 abitanti). Si tratta di centri di dimensioni contenute e collocati prevalentemente in aree montane o collinari, dove la chiusura dell’unico presidio bancario accentua le difficoltà di accesso ai servizi essenziali per residenti e attività economiche locali.
Accanto ai comuni già desertificati, la provincia presenta un’area di rischio particolarmente ampia. A fine 2025 sono infatti 12 i comuni che dispongono di un solo sportello bancario, configurandosi come territori “in via di desertificazione”. Tra questi figurano centri demograficamente rilevanti come Torrile, Fontevivo e Lesignano de’ Bagni, oltre a numerosi comuni delle valli e dell’Appennino parmense. Anche in questi contesti, la perdita dell’unico presidio avrebbe ricadute immediate sul tessuto sociale e produttivo.
La provincia di Piacenza mostra un progressivo indebolimento della rete bancaria fisica, pur mantenendo una collocazione intermedia nel confronto nazionale. Con il 24° posto nella graduatoria degli indicatori provinciali di desertificazione bancaria assoluta, il territorio piacentino evidenzia segnali di arretramento che interessano soprattutto i comuni di dimensioni medio-piccole e le aree meno centrali.
Nel corso del 2025, il comune di Gazzola (2.096 abitanti) ha perso l’ultimo sportello bancario, entrando nella condizione di desertificazione totale. La chiusura dell’unico presidio in un centro di queste dimensioni conferma come il fenomeno non riguardi più esclusivamente realtà marginali o scarsamente popolate, ma coinvolga anche comuni con una struttura demografica ed economica più articolata.
Accanto al caso di desertificazione completa, la provincia presenta un’area di rischio particolarmente estesa. A fine 2025 sono infatti 10 i comuni con un solo sportello bancario, configurandosi come territori “in via di desertificazione”. Tra questi figurano Alseno, Vigolzone e Sarmato, oltre a numerosi comuni collinari e montani come Vernasca, Ferriere e Farini.
Nello scenario complessivo delle due province, il ruolo di Crédit Agricole risulta centrale nel garantire la permanenza di una rete fisica minima sul territorio. Tuttavia, l’elevato numero di comuni a rischio indica come il territorio, pur restando tra i più resilienti in Italia, sia ormai pienamente esposto al processo di desertificazione bancaria, con potenziali ricadute negative sulla vitalità economica locale e sulla coesione delle comunità.
Qui il 15° report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl aggiornato al 31 dicembre 2025
Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba
Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Emilia Romagna, a cura di Fondazione Fiba
Il comunicato di First Cisl Emilia Romagna
