Desertificazione bancaria a Modena e a Reggio Emilia: particolare attenzione alle aree collinari e montane

Nel corso del 2025 l’Emilia Romagna ha continuato a registrare un arretramento della rete bancaria territoriale, pur collocandosi ancora tra le regioni meno penalizzate nel panorama nazionale.

I dati dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl indicano che, al 31 dicembre 2025, l’8,2% dei comuni è completamente sprovvisto di sportelli bancari, con circa 35mila cittadini privi di un punto di accesso fisico ai servizi nel proprio comune.

Parallelamente si amplia l’area di vulnerabilità rappresentata dai comuni con un unico sportello, saliti a 62 e pari al 21,2% del totale regionale, coinvolgendo complessivamente 214mila residenti.

La progressiva riduzione dei presìdi bancari ha effetti significativi sull’economia locale, colpendo in particolare le micro-imprese: circa 2.400 hanno sede in comuni totalmente desertificati e oltre 15mila operano in territori con una presenza bancaria ridotta.

Sebbene l’utilizzo dell’internet banking in regione sia tra i più elevati del Paese, cresciuto dal 64% al 66% in un anno, i canali digitali non riescono a sostituire pienamente il ruolo degli sportelli. Come osserva Riccardo Colombani, a garantire la continuità del servizio sui territori sono soprattutto le banche di prossimità, mentre i grandi gruppi tendono a concentrarsi sempre più sulle attività legate al risparmio e alla gestione dei patrimoni delle fasce più abbienti.

Nel periodo considerato, la provincia di Reggio Emilia si conferma tra le realtà più solide a livello nazionale rispetto al fenomeno della desertificazione bancaria. Nel corso del 2025, infatti, nessun comune reggiano ha perso l’ultimo sportello bancario, mantenendo una copertura territoriale pressoché integrale dei servizi.

Risultano tuttavia casi di fragilità potenziale: sono infatti tre i comuni con un solo presidio fisico, Vezzano sul Crostolo (4.298 abitanti), Baiso (3.218 abitanti) e Vetto (1.784 abitanti). Pur trattandosi di un numero contenuto, la presenza di un unico sportello rappresenta comunque un elemento di attenzione, in particolare nelle aree collinari e montane, dove la distanza dai servizi può incidere maggiormente sulla popolazione residente e sulle attività economiche locali.

Nel complesso, Reggio Emilia si colloca ai vertici della graduatoria nazionale dell’indicatore provinciale di desertificazione assoluta, confermandosi una delle province meglio presidiate d’Italia. Tuttavia, la progressiva riduzione della rete bancaria osservata a livello regionale e nazionale suggerisce la necessità di un monitoraggio costante, per preservare nel tempo l’equilibrio tra digitalizzazione dei servizi e presenza fisica sul territorio.

Anche la provincia di Modena conferma una buona tenuta rispetto al fenomeno della desertificazione bancaria, collocandosi all’11° posto nella graduatoria nazionale dell’indicatore di desertificazione assoluta. Nel corso del 2025, infatti, nessun comune modenese ha perso l’ultimo sportello bancario, mantenendo una copertura territoriale complessivamente solida.

Accanto a questo quadro positivo, permangono tuttavia elementi di fragilità strutturale. A fine 2025 risultano 11 i comuni con un solo sportello bancario, una condizione che li espone a un rischio potenziale di desertificazione. Si tratta di San Cesario sul Panaro (6.574 abitanti), Marano sul Panaro (5.323 abitanti), Bastiglia (4.126 abitanti), Guiglia (4.049 abitanti), Prignano sulla Secchia (3.763 abitanti), San Possidonio (3.451 abitanti), Camposanto (3.261 abitanti), Pievepelago (2.142 abitanti), Palagano (2.059 abitanti), Polinago (1.582 abitanti) e Fiumalbo (1.180 abitanti).

In linea generale, Modena si conferma una delle province più resilienti dell’Emilia Romagna, ma la concentrazione di comuni con un solo presidio bancario, in particolare nelle aree collinari e montane, richiede un attento monitoraggio. La progressiva riduzione della rete fisica potrebbe infatti tradursi, nel medio periodo, in un peggioramento dell’accesso ai servizi bancari per famiglie e micro-imprese, rendendo necessario un rafforzamento delle politiche di presidio territoriale e di inclusione finanziaria.


Qui il 15° report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl aggiornato al 31 dicembre 2025

Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba

Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Emilia Romagna, a cura di Fondazione Fiba

Il comunicato di First Cisl Emilia Romagna