Tra il 31 dicembre 2024 e il 31 dicembre 2025 l’Emilia Romagna ha registrato una ulteriore contrazione della rete fisica bancaria, pur mantenendo una posizione di relativa solidità nel confronto nazionale. Il XV report della Fondazione Fiba di First Cisl mostra come la nostra regione resti infatti tra le meno colpite dal fenomeno della desertificazione, ma i dati mostrano anche segnali di progressivo indebolimento strutturale, soprattutto nei comuni di piccola e media dimensione. Manzi: “ricadute occupazionali per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nei processi di riorganizzazione e fusione del settore”
Dall’analisi dell’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl emerge che, alla fine del 2025, l’8,2% dei comuni emiliano-romagnoli risulta completamente privo di sportelli bancari, coinvolgendo circa 35mila residenti senza accesso a un presidio fisico nel proprio comune. Un dato inferiore alla media nazionale, ma che conferma come la desertificazione bancaria non sia più un fenomeno marginale, neppure in territori storicamente caratterizzati da una buona copertura dei servizi.
Gazzola (2.096 abitanti) in provincia di Piacenza, Terenzo (1.162 abitanti) e Compiano (1.067 abitanti) in provincia di Parma, Grizzana Morandi (3.883 abitanti), Castel di Casio (3.309 abitanti) e Fontanelice (1.931 abitanti) nel bolognese, Sant’Agata Feltria (1.998 abitanti), Sassofeltrio (1.366 abitanti), Gemmano (1.121 abitanti), Talamello (1.067 abitanti) e Montecopiolo (1.035 abitanti) nel riminese, oltre a Borghi (2.882 abitanti), Verghereto (1.763 abitanti) e Dovadola (1.563 abitanti) nel forlivese-cesenate sono rimasti completamente scoperti dalla rete bancaria.
Parallelamente cresce l’area di fragilità potenziale, rappresentata dai comuni considerati “in via di desertificazione”. Questi municipi sono passati da 60 a 62 nell’arco di un anno e rappresentano il 21,2% del totale regionale. La popolazione residente in tali territori è aumentata da 208mila persone a fine 2024 a 214mila a fine 2025, segnalando che il rischio di esclusione bancaria coinvolge centri sempre più popolosi.
Tra i centri interessati figurano Sala Bolognese (8.462 abitanti), Torrile (7.686 abitanti), Vigarano Mainarda (7.571 abitanti), Riva del Po (7.511 abitanti), Marzabotto (6.806 abitanti), Montescudo-Monte Colombo (6.782 abitanti) e San Cesario sul Panaro (6.574 abitanti). La perdita dell’ultimo presidio bancario in queste realtà avrebbe ricadute economico-sociali significative.
Sul fronte digitale, l’Emilia Romagna presenta livelli di utilizzo dell’internet banking tra i più alti del Paese (dal 64% nel 2024 al 66% nel 2025). Tuttavia, come sottolineato da Riccardo Colombani, Segretario generale nazionale First Cisl, l’espansione dei canali digitali non può giustificare le chiusure, poiché presenza fisica e contatto umano restano essenziali per le fasce più fragili e per le attività commerciali. La digitalizzazione, inoltre, non deve diventare un “alibi”: esempi come quello francese mostrano che un uso diffuso dell’internet banking può coesistere con una rete capillare di sportelli.
“Le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili – sottolinea il Segretario nazionale – devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale”.
Nel corso del 2025, l’istituto che ha lasciato il maggior numero di comuni emiliano-romagnoli è stato Intesa Sanpaolo, con 5 uscite, seguito da Banco Bpm e Bper Banca, con 2 comuni ciascuno. L’uscita progressiva dei grandi gruppi creditizi sta modificando l’accesso ai servizi finanziari, mentre sul territorio restano prevalentemente le banche di prossimità. Non a caso, al 31 dicembre 2025, il Gruppo Iccrea risulta il primo operatore in Italia per numero di sportelli, confermando il ruolo centrale del Credito Cooperativo come ultimo presidio per famiglie e piccole imprese.
Nel complesso, considerando sia i comuni già desertificati sia quelli con un solo sportello, quasi un quarto del territorio regionale risulta esposto al processo di desertificazione bancaria. Il fenomeno incide direttamente sul tessuto economico locale, in particolare sulle microimprese, che continuano a dipendere in misura significativa dalla presenza fisica delle banche. In Emilia Romagna circa 2.400 aziende hanno sede in comuni totalmente privi di sportelli e oltre 15mila società operano in comuni con un solo presidio bancario.
Le province di Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia si confermano ai vertici della graduatoria nazionale dell’indicatore di desertificazione assoluta: Ravenna e Reggio Emilia non registrano alcun comune totalmente desertificato né nel 2024 né nel 2025; Ferrara mantiene una copertura elevata, pur con 7 comuni con un solo sportello nel 2025, condizione che li espone a un rischio potenziale.
Modena mostra una buona tenuta strutturale: nel 2025 nessun comune ha perso l’ultimo sportello, sebbene 11 comuni risultino con un solo presidio bancario. Anche la Città metropolitana di Bologna presenta un quadro complessivamente solido nel contesto nazionale della desertificazione bancaria, collocandosi al 15° posto nella graduatoria degli indicatori provinciali di desertificazione assoluta. Tuttavia, nel corso del 2025 anche per le due province centro emiliane emergono segnali di peggioramento che meritano particolare attenzione, soprattutto nelle aree appenniniche e collinari.
I territori di Parma e Piacenza, pur restando in posizioni medio-alte nella graduatoria nazionale, evidenziano segnali di arretramento. Parma registra nel 2025 la desertificazione completa di Terenzo e Compiano – portando a 2 il numero di comuni senza sportelli, mentre 12 comuni restano con un solo presidio – e Piacenza vede l’uscita definitiva del servizio bancario nel comune di Gazzola, con 10 comuni complessivamente in condizione di rischio. In entrambe le province, il ruolo di Crédit Agricole risulta determinante per la tenuta residua della rete fisica.
Il quadro più critico emerge in Romagna, dove l’evoluzione è fortemente differenziata. Ravenna rappresenta un modello di resilienza, con zero comuni desertificati e solo 2 comuni con un solo sportello, mentre Rimini è la provincia che registra il peggioramento più marcato: 5 comuni nel 2025 hanno perso l’ultimo sportello e 7 risultano a rischio, collocando la provincia al 39° posto nella graduatoria nazionale per indicatore provinciale di desertificazione assoluta. Infine, Forlì-Cesena evidenzia un arretramento nelle aree interne, con 3 comuni desertificati e 4 con un solo sportello.
Stefano Manzi, Segretario generale First Cisl Emilia Romagna, commentando l’andamento registrato tra il 31 dicembre 2024 e il 31 dicembre 2025, osserva che “la nostra regione continua a mostrare una capacità di tenuta superiore alla media nazionale, ma le rilevazioni evidenziano un graduale arretramento della rete bancaria, che coinvolge un numero sempre maggiore di comuni e di residenti. La desertificazione non è più limitata alle aree periferiche, ma interessa ormai anche centri con un peso demografico significativo”.
“La stabilità del sistema regionale è sempre più legata al ruolo delle banche di prossimità e alla responsabilità di istituzioni e parti sociali nel prevenire giustificazioni per il disimpegno territoriale. Senza interventi strutturali, il rischio non riguarda soltanto l’estensione dell’esclusione finanziaria e le conseguenze economiche e sociali di medio-lungo periodo, ma si estende anche alle possibili conseguenze per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nei processi di riorganizzazione e fusione di un settore orientato sempre più al risparmio e al contenimento dei costi, anche a fronte di utili in costante crescita. Continueremo – conclude Manzi – ad osservare ed analizzare attentamente il fenomeno, che ci preoccupa anche per le ricadute occupazionali che già stiamo provando a gestire con gli strumenti a nostra disposizione, come la contrattazione di secondo livello, le semestrali e la tutela individuale.”
Emilia-Romagna – Comuni senza sportelli e con un solo sportello
| Provincia | Comuni senza sportelli | Comuni con un solo sportello | ||
|---|---|---|---|---|
| % sul totale* | Totale | % sul totale* | Totale | |
| Ferrara | 0,00% | 0 | 2,12% | 7 |
| Ravenna | 0,00% | 0 | 0,61% | 2 |
| Reggio Emilia | 0,00% | 0 | 0,91% | 3 |
| Modena | 0,00% | 0 | 3,33% | 11 |
| Piacenza | 0,30% | 1 | 3,03% | 10 |
| Parma | 0,61% | 2 | 3,64% | 12 |
| Bologna | 0,91% | 3 | 1,82% | 6 |
| Forlì-Cesena | 0,91% | 3 | 1,21% | 4 |
| Rimini | 1,52% | 5 | 2,12% | 7 |
Qui il 15° report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl aggiornato al 31 dicembre 2025
Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba
Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Emilia Romagna, a cura di Fondazione Fiba
Il comunicato di First Cisl Emilia Romagna
