Si è concluso in Calabria il ciclo delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori del credito cooperativo, seguito dal referente regionale Paolo Gallo e dedicato alla presentazione e al confronto sulla piattaforma per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) del credito cooperativo 2026-2028.
L’ultima tappa, tenutasi nella sala De Cardona della Bcc Mediocrati di Rende, ha visto la partecipazione del Segretario generale First Cisl Calabria Felice Simeone, che nel suo intervento ha ribadito il valore di una piattaforma «coraggiosa, ambiziosa e fortemente antropocentrica», capace di mantenere vivi i valori identitari della cooperazione e di favorire la crescita salariale e sociale delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.
Il rinnovo contrattuale si inserisce in un contesto economico e sociale particolarmente complesso, caratterizzato dalle tensioni internazionali e dall’instabilità economica, ma anche da una trasformazione tecnologica senza precedenti. L’introduzione delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale sta infatti modificando profondamente le attività lavorative, i modelli organizzativi e la stessa vita quotidiana.
A questo si aggiunge la crescente concentrazione della ricchezza. Secondo i dati del nuovo Osservatorio sulla ricchezza della Fondazione Fiba di First Cisl, il 10% più ricco delle famiglie detiene il 60,6% della ricchezza netta totale. Un dato che rende ancora più urgente affrontare il tema della redistribuzione della ricchezza.
«Di fronte a questo scenario abbiamo bisogno di sostenere una piattaforma contrattuale coraggiosa, capace di leggere il cambiamento e di governarlo, mettendo al centro le persone che lavorano. La ricchezza generata dalle nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale e dai nuovi modelli organizzativi deve essere redistribuita anche a favore delle lavoratrici e dei lavoratori», ha affermato Simeone.
È in questa prospettiva che si collocano alcune delle principali rivendicazioni della piattaforma: 518 euro di incremento economico per il triennio 2026-2028, la riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali, anche come strumento di tutela dell’occupazione, una giornata di ferie aggiuntiva e l’aumento del numero degli scatti di anzianità.
Richieste che First Cisl considera coerenti con la fase economica, sociale e tecnologica che il mondo del lavoro sta attraversando.
Un altro elemento qualificante evidenziato da Simeone riguarda la partecipazione delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali alla vita e alle trasformazioni delle imprese. La piattaforma si richiama espressamente alla legge 76 del 2025 e si articola su quattro direttrici.
Sul versante della partecipazione finanziaria ed economica, l’obiettivo è favorire una redistribuzione dei risultati economici attraverso il miglioramento delle retribuzioni e la riduzione dell’orario di lavoro.
Per quanto riguarda la partecipazione organizzativa, viene proposta la creazione di una cabina di regia sui processi di innovazione tecnologica, sull’intelligenza artificiale e sull’organizzazione del lavoro. Conoscere preventivamente gli sviluppi organizzativi è fondamentale, perché le trasformazioni aziendali hanno un impatto diretto sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori.
La partecipazione consultiva punta invece a rafforzare l’informazione e la consultazione delle organizzazioni sindacali sui temi della rendicontazione Esg (Environmental, social and governance), dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione.
«Essere informati e consultati – ha sottolineato il Segretario generale First Cisl Calabria – significa avere gli strumenti e il tempo necessari per comprendere le trasformazioni e contribuire a governarle».
Infine, sul piano della partecipazione gestionale, la piattaforma punta a un maggiore coinvolgimento nelle scelte strategiche, nelle prospettive di sviluppo e nel mantenimento del business cooperativo, proseguendo il percorso verso forme sempre più avanzate di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.
Particolarmente significativo anche il richiamo del Segretario generale, durante l’assemblea, alla figura di don Carlo De Cardona e alla sua attenzione verso le persone più deboli e verso chi aveva meno.
Un riferimento che assume un valore ancora più forte nell’attuale scenario economico e sociale e che riconduce il rinnovo contrattuale a una questione fondamentale: come distribuire in maniera più equa la ricchezza prodotta.
«Le aziende esistono perché ci sono le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno, con il loro lavoro e con la loro professionalità, consentono agli istituti del credito cooperativo di funzionare e produrre valore. Per questo la ricchezza prodotta deve essere redistribuita», ha concluso Simeone.
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