“L’indipendenza economica è condizione decisiva per interrompere il circolo vizioso degli abusi. I dati Istat più recenti fotografano una realtà che non può lasciarci indifferenti: nel 2024 oltre 36mila donne sono state inserite in percorsi di protezione, oltre la metà ha un’istruzione elevata ed ha un’occupazione, ma il 45,5% è privo di autonomia economica. È evidente che la sudditanza economica riduce la libertà di scelta. Per questo First Cisl considera fondamentali le proposte della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulle violenze di genere per rendere obbligatorio l’accredito di stipendi e pensioni su conti correnti intestati esclusivamente alle lavoratrici e alle pensionate, per rafforzare l’educazione finanziaria e per introdurre l’educazione all’autonomia economica nelle scuole e nelle università”. Lo ha dichiarato il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani, intervenendo alla tavola rotonda “Diritti, storie e corpi: l’impegno nella realtà e nel lavoro”, che si è tenuta a Bari nell’ambito del Festival Women and The City.
“In un contesto come quello italiano, che vede il tasso di occupazione femminile fermo al 53,8%, contro il 70,8% di quello maschile, l’azione del sindacato deve tradursi in fatti concreti. Peraltro nel Mezzogiorno il tasso di occupazione femminile è ben più basso, pari a circa il 38%. Nel Protocollo per favorire il rimborso dei crediti da parte delle donne vittime di violenza di genere, sottoscritto da First Cisl, dagli altri sindacati di categoria e da Abi, destinato al sostegno delle donne inserite in percorsi di protezione – ha proseguito Colombani – oltre alla sospensione delle quote capitale di mutui ipotecari e credito al consumo a rimborso rateale già prevista dal 2019 e successivamente prorogata, nel 2025 abbiamo convenuto di impegnarci con il governo e le autorità europee per estendere questa sospensione anche alla quota interessi, per superare l’ostacolo della volontà espressa dagli eventuali cointestatari, dai garanti, dai terzi datori d’ipoteca e per garantire alle donne inserite in percorsi di protezione l’inserimento tra le categorie protette”.
“L’emancipazione reale passa inevitabilmente dal lavoro. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto da Abi l’impegno a promuovere l’assunzione di donne vittime di violenza e inserite in percorsi di protezione. Impegno che si è già tradotto in accordi con le banche che prevedono percentuali di inserimento lavorativo dedicate. La sfida che abbiamo davanti richiede un coordinamento forte tra pubblico e privato, all’interno del Piano strategico nazionale 2025-2027, valorizzando le meritorie iniziative, come quella tra i sindacati di categoria e Abi – ha concluso Colombani – al fine di creare le condizioni utili a ogni donna di costruire il proprio futuro in piena libertà”.
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