Ccb, First Cisl: piano industriale riafferma lo spirito cooperativo, ora bisogna puntare sulla partecipazione

Nel 2023 la banca ha raggiunto e superato gli obiettivi: raccolta all’8,9%, impieghi stabili, migliore qualità del credito con un Npl ratio netto allo 0,7%, utile a 871 milioni di euro. Numeri che dimostrano un modello di business vincente ed un modo di essere veramente banca del territorio

“Con questo piano Cassa Centrale Banca riafferma lo spirito cooperativo e dimostra consapevolezza della natura propria di un gruppo costituito da banche con la loro storia, esperienza e autonomia. In questo modo Ccb promuove in modo concreto la crescita di tutte le sue componenti, inclusi le lavoratrici ed i lavoratori. Non solo, infatti, viene confermato il perimetro occupazionale attuale, ma viene riconosciuto il loro fondamentale apporto agli ottimi risultati di bilancio conseguiti. Consideriamo inoltre importante la svolta digitale e lo sforzo in atto per gestire al meglio l’impatto dell’intelligenza artificiale. In quest’ambito la Job Declaration firmata a Bruxelles dalle parti sociali, che sarà allegata al prossimo contratto nazionale del credito cooperativo, rappresenta un buon punto di riferimento, ponendo la persona al centro e indicando nel dialogo sociale lo strumento per confrontarsi con le novità tecnologiche”. Lo dichiara il segretario nazionale First Cisl Pier Paolo Merlini dopo la presentazione da parte di Ccb del piano industriale 2024-2027 ai sindacati.

“Nel 2023 la banca ha raggiunto e superato gli obiettivi che si era data: la raccolta si attesta all’8,9%, gli impieghi sono stabili, migliora la qualità del credito con un Npl ratio netto allo 0,7%, mentre l’utile arriva a 871 milioni di euro. Questi numeri – aggiunge Merlini – dimostrano un modello di business vincente ed un modo di essere veramente banca del territorio”.

“Il rapporto tra capogruppo, aziende e lavoratori si dimostra centrale nella costruzione del gruppo – afferma Alberto Giordano, coordinatore della segreteria First Cisl di Ccb – In questo disegno la filiale si conferma luogo di incontro fra la professionalità dei colleghi e le necessità dei clienti. La desertificazione bancaria si argina curando il rapporto con il territorio e le persone. Per fare davvero un salto di qualità è necessario però avviare un processo che punti a mettere davvero la partecipazione al centro della strategia di sviluppo del gruppo”.