I colori del semaforo per classificare le filiali: pallino verde per le agenzie considerate più ‘performanti’, giallo per quelle in linea con il budget, rosso per le unità operative ritenute sotto gli standard. Una rappresentazione sintetica delle performance commerciali che rischia di trasformarsi in uno strumento di pressione su lavoratrici e lavoratori.
È la pratica commerciale recentemente introdotta in Banca Monte dei Paschi di Siena che, in Puglia, ha portato alla denuncia di First Cisl insieme a Fisac Cgil e Uilca, attraverso un comunicato unitario ripreso anche dalla stampa nazionale.
In un articolo dal titolo “Mps, le critiche al semaforo delle vendite” pubblicato sabato 16 maggio su 24Plus (l’inserto settimanale de Il Sole 24 Ore dedicato agli approfondimenti) il giornalista Vitaliano D’Angerio riferisce che lo Score Card – così viene definito questo sistema di misurazione delle performance adottato da Mps – avrebbe generato malumore e stress psicologico tra le lavoratrici e i lavoratori.
Secondo D’Angerio, il comunicato sindacale più critico nei confronti del sistema Score Card è quello firmato il 5 maggio 2026 dalle RSA Mps della Puglia Centro-Nord (Bari, Molfetta e Foggia) di First Cisl, Fisac Cgil e Uilca.
Nel documento, infatti, si denuncia come “sia diventata insostenibile, nella nostra Azienda e per i colleghi e le colleghe che rappresentiamo, la situazione delle pressioni commerciali”.
Il comunicato prosegue evidenziando che il sistema classificativo denominato Score Card è diventato un triste benchmark interno di produttività ma le/i responsabili di filiale e, a cascata, lavoratrici e lavoratori “ne sono vittime inconsapevoli e incolpevoli, costrette e costretti a subire graduatorie e classifiche tra chi raggiunge l’agognato ‘semaforo verde’ e chi, invece, si ritrova addosso l’infamante pallino rosso dell’improduttività”.
Una situazione che, evidenzia 24Plus, si collega a quanto già denunciato dalle organizzazioni sindacali aziendali di Mps il 27 marzo scorso, attraverso un comunicato congiunto che segnalava il “progressivo svuotamento” della Commissione paritetica aziendale sulle politiche commerciali, sottolineando ritardi nelle attività di controllo e di verifica delle eventuali anomalie.
Sull’argomento interviene anche il Segretario generale di First Cisl Puglia, Pasquale Berloco:
“Queste sono cattive pratiche commerciali e rappresentano il peggio che una banca possa mettere in atto nei confronti delle colleghe e dei colleghi, con ricadute negative in termini di reputazione sul territorio. Oltretutto, si tratta di una palese violazione dell’Accordo Abi sulle politiche commerciali dell’8 febbraio 2017, recepito come parte integrante del Ccnl Abi e richiamato dall’articolo 56 del contratto nazionale, che pone i clienti e non i prodotti al centro dell’attività bancaria e non autorizza classifiche comparative nominative tra lavoratrici e lavoratori.”
“Non vogliamo ritornare al Far West: non possiamo accettare che, pur di raggiungere il budget, spesso trasformato nell’unico vero valore aziendale, lavoratrici e lavoratori siano sottoposti a pressioni senza rispetto né dignità, e che i clienti siano trattati esclusivamente come strumenti per generare profitto, anche attraverso la vendita di prodotti quantomeno non necessari.” conclude Berloco.


