Consiglio generale First Cisl Lombardia

Martedì 17 marzo, a Milano presso la sede Cisl, si è svolto il consiglio generale First Cisl Lombardia a cui sono intervenuti Antonio Zanelli, neo segretario nazionale First Cisl e Raffaella Lebano, co-founder di TrendingPeace.

La visione di TrendingPeace, ha sottolineato Lebano, è “potenziare la crescita aziendale attraverso la forza della Pace Positiva” ovvero, “posizionare la pace come la prossima frontiera dell’innovazione aziendale e del vantaggio competitivo”.

In sintesi, nel corso della sua relazione, Andrea Battistini, segretario generale First Cisl Lombardia, ha analizzato il momento particolarmente complesso in cui ci troviamo a operare, ripartendo “dalle mirabili parole utilizzate da Sabino Cassese per descrivere lo sconvolgimento dell’ordine internazionale e la messa in discussione di molti principi della democrazia liberale imputabili alla politica populista e sovranista trumpiana ‘Tutto questo con una mistura di mercantilismo e di capitalismo predatorio, con grande gusto teatrale, muovendosi su un palcoscenico universale e senza quella compostezza che è propria della tradizione regale del capi di Stato’”.

“Ho cercato un senso a quanto sta succedendo nel mondo, perché ne ho sentito il bisogno come persona. Ho cercato una cornice di senso che potesse spiegare le ragioni della violenza e del caos che caratterizzano la nostra epoca. L’ho fatto per provare a comprendere il progressivo decadimento umano che sta investendo civiltà che si considerano evolute e moderne. Non ho trovato un senso ma una cornice, forse, si: l’ho trovata nell’opera ‘Il Principe’ di Machiavelli. Proprio a lui e al suo pensiero cinico e realista viene ricondotta la frase ‘Il fine giustifica i mezzi’. Secondo Machiavelli – ha evidenziato Battistini – un governante può usare metodi immorali, i mezzi, per mantenere il potere e la stabilità dello Stato, il fine. Se il fine giustifica i mezzi, diventa più facile comprendere le ragioni che spingono alcuni potenti nel mondo a utilizzare qualsiasi mezzo per raggiungere i propri obiettivi. Resta sempre il dilemma, di difficile soluzione, della liceità dei mezzi, ma anche degli stessi fini. Il fine potrebbe essere lecito, ma illeciti i mezzi, oppure illecito il fine e leciti i mezzi, oppure ancora illeciti sia il fine che i mezzi. Sembra un ingarbugliato gioco di parole, volto a confondere, in realtà è la dimensione del dilemma ad essere ambigua. Subentrano valutazioni soggettive, influenzate dalla cultura e dai valori di ciascuno di noi, che possono portare a conclusioni e soluzioni diverse del problema. Ritengo essere opinione diffusa all’interno della nostra organizzazione, sicuramente in Lombardia, che i comportamenti e le scelte debbano essere guidati dai nostri valori e che, quindi, il fine non giustifichi i mezzi. In ambito politico, talvolta, prevalgono opportunismi, scelte legate al consenso nell’immediato e orientate al governo ‘facile’. Scelte che non considerano gli effetti distruttivi, se protratti nel tempo, che ne possono derivare”.

In tema di Intelligenza Artificiale, Battistini ha sottolineato come “in questi anni tra le tante sfide che dobbiamo affrontare, si sta imponendo con prepotenza, e anche un pò subdolamente, quella legata all’evoluzione tecnologica e all’intelligenza artificiale, con il binomio complesso di rischi e opportunità che ne deriva. E’ un argomento di cui si parla tanto, forse troppo. Inflazionato nei convegni, ridondante, talvolta, nelle analisi e nella discussione. È una sfida che va affrontata, anche nell’incertezza della sua evoluzione e delle traiettorie che prenderà, proprio perché in continua trasformazione. Può non piacerci, può spaventarci, oppure entusiasmarci. Qualunque sia il nostro approccio, non deve lasciarci indifferenti e, men che meno, dobbiamo essere fatalisti. Lo possiamo fare all’interno delle Cabine di regia nei nostri settori e nelle sedi di confronto negoziale con un approccio umanistico e non meramente efficientistico/funzionale, perimetro nel quale purtroppo le aziende tendono a ricondurre la discussione. I settori da noi rappresentati rischiano di essere pesantemente colpiti da queste evoluzioni in termini occupazionali, sia per l’effetto sostitutivo che di complementarità operativa. Ci sono già aziende che provano ad addurre, nelle procedure di confronto, giustificazioni di carattere organizzativo legate proprio all’AI. Si registra anche una prima sentenza del Tribunale di Roma del 19 novembre 2025 che ha ritenuto legittimo il licenziamento per giustificato motivo oggettivo di una dipendente i cui compiti, in un processo di riorganizzazione interna, sono stati assorbiti da altri ruoli e da strumenti tecnologici, tra cui anche sistemi di intelligenza artificiale. Non si tratta di una liberalizzazione dei licenziamenti dovuti alle nuove tecnologie. Piuttosto, l’impatto dell’innovazione emerge in modo indiretto all’interno della più ampia motivazione della riorganizzazione aziendale, che costituisce il presupposto giuridico della legittimità del licenziamento. Un versante delicato, da presidiare e da regolamentare. Saranno da valutare anche gli effetti degli algoritmi sulla collettività considerata la rilevanza strategica, economica e sociale di questi settori. Un algoritmo può essere socialmente responsabile? Il credito è frutto di un calcolo meramente probabilistico, oppure assume anche una connotazione socio-economica? Negli anni abbiamo dimostrato grande duttilità e resilienza, quando abbiamo dovuto fare sacrifici perchè i settori erano in difficoltà, non ci siamo mai tirati indietro e i sistemi di relazioni industriali hanno dimostrato grande maturità, efficacia e solidità”.

In materia di partecipazione, Battistini ha ribadito: “Se, da sempre, parliamo di partecipazione, oggi abbiamo un quadro regolatorio chiaro e definito; è giunta l’ora di metterla a terra. Non è più pensabile di raccogliere le briciole del nostro lavoro. Al problema redistribuivo e alle sfide determinate dall’evoluzione tecnologica si accompagnano problematiche legate alle nuove e vecchie professionalità, sempre più frammentate, specializzate e discontinue. Oggi alcune completamente destrutturate, in bilico tra lavoro autonomo e subordinato. I percorsi professionali sono sempre più frammentati a causa dei processi di riorganizzazione e delle operazioni di aggregazione; i percorsi inquadramentali non sempre sono adeguati o presenti. L’incertezza professionale, cui si aggiungono inevitabilmente le ansie e preoccupazioni sul futuro del Paese che lpsos e Censis ci rappresentano con grande efficacia attraverso indagini statistiche e studi, rendono sempre meno attrattive le nostre occupazioni anche per i più giovani. Le aziende faticano a reclutare persone preparate e motivate e, una volta selezionate, a trattenerle. Non si tratta solo di una questione economica, legata ai salari o ai percorsi di carriera e nemmeno esclusivamente di un diverso valore che i giovani attribuiscono al tempo e alla possibilità di conciliare vita e lavoro”.

“Nel breve periodo se non aumentano sofferenze e crediti deteriorati, si registrerà, paradossalmente considerate le motivazioni che spingono inflazione e tassi, un aumento degli utili, almeno per le banche. Che sia la buona occasione per sperimentare quale forma realmente partecipativa nelle nostre aziende? Lo strumento c’è, il quadro regolatorio è chiaro, le fattispecie individuate, volontarie, modulabili e adattabili con diversi livelli di intensità sulla base delle specificità della singola realtà. Gli strumenti ci sono. Ora sta a noi”.

Comunicazione First Cisl Lombardia


Allegati: sintesi relazione Andrea Battistini