First Cisl Calabria: serve un patto sociale su IA, lavoro e territori

Il segretario generale First Cisl Calabria, Felice Simeone, è intervenuto al Consiglio generale della Cisl Calabria, che si è tenuto il 1° aprile a Feroleto Antico (CZ) dal titolo “La Cisl per un patto sociale”, alla presenza della Segretaria generale nazionale Daniela Fumarola. Di seguito il suo intervento:

Serve un patto sociale su IA, lavoro e territori

La Calabria, con la legge regionale n. 4 del febbraio 2026, compie una scelta strategica: promuove lo sviluppo e l’adozione di sistemi di intelligenza artificiale per rendere più efficienti i processi amministrativi e migliorare la fruizione dei servizi per i cittadini. Ma non si ferma qui. Va oltre.

Questa legge apre infatti la strada a una sperimentazione decisiva anche nel settore sanitario:

  • monitoraggio domiciliare attraverso la telemedicina
  • supporto alla refertazione
  • riduzione delle liste d’attesa

Sono segnali chiari: l’intelligenza artificiale è ormai presente in ogni ambito della nostra vita.

Viviamo pienamente nell’era dell’intelligenza artificiale, un’era che evolve con una velocità impressionante: dall’IA tradizionale all’IA generativa, fino all’IA agentica, capace di operare in modo proattivo con una supervisione umana sempre più ridotta.

A questa evoluzione tecnologica corrisponde una trasformazione profonda del mondo del lavoro. Una trasformazione che porta con sé nuove opportunità, ma anche rischi concreti, a partire dalla tenuta dei livelli occupazionali.

Sono sempre di più le aziende che intendono utilizzare l’IA per ridurre i costi del lavoro, bloccando le assunzioni o, in alcuni casi – come quello di InvestCloud – arrivando ai licenziamenti.

Non basta richiamare il principio antropocentrico contenuto nel regolamento europeo del 2024 sull’intelligenza artificiale (AI Act) o nel disegno di legge n. 132 del 2025 in Italia. Sono riferimenti importanti, certo, ma da soli non ci mettono al riparo dalle insidie. Non garantiscono automaticamente che l’innovazione rimanga davvero al servizio della persona, né che le scelte aziendali rispettino il valore del lavoro umano.

Come sindacato abbiamo un dovere morale: tenere alta l’attenzione. Dobbiamo ribadire con forza che l’intelligenza artificiale deve essere uno strumento di supporto al lavoro, non di sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori. Dobbiamo pretendere di partecipare in modo concreto alla gestione, all’organizzazione e ai processi decisionali delle aziende.

Dobbiamo ricordare sempre ai top manager che il lavoro è un diritto fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione.

Serve un confronto vero con le imprese. Serve mantenere e rafforzare – non smantellare, come avviene in alcuni Paesi dall’altra parte dell’Atlantico – i comitati etici e le cabine di regia, che restano tra i pochi luoghi in cui etica e razionalità possono arginare la corsa al profitto a tutti i costi.

Non possiamo immaginare un futuro senza lavoratrici e lavoratori. Non possiamo accettare un modello di società sostenuto da un reddito essenziale che rischia di allargare la forbice sociale, concentrando la ricchezza nelle mani di pochi.

Il settore del credito e delle assicurazioni è tra i più esposti agli impatti dell’intelligenza artificiale. In Calabria paghiamo già un prezzo altissimo in termini di desertificazione bancaria e perdita di personale. Gli studi dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl confermano che troppi comuni sono ormai privi di sportelli e troppi cittadini non riescono ad accedere ai servizi finanziari essenziali.

Alcuni numeri parlano da soli:

  • circa il 50% della popolazione calabrese ha difficoltà di accesso ai servizi finanziari;
  • il 75% dei comuni calabresi è privo di uno sportello bancario, soprattutto nelle aree interne.

Si dice che “le banche seguono i flussi di popolazione”. Ma non può e non deve essere così. Dobbiamo creare le condizioni inverse: le banche devono rimanere nei territori, devono presidiare le comunità delle aree interne.

Senza accesso al credito, senza una consulenza qualificata, senza servizi finanziari adeguati, per le aree interne diventa impossibile attrarre nuove energie, sviluppare idee imprenditoriali e trattenere i giovani.

Le politiche di coesione, volte a ridurre il divario socio-economico e infrastrutturale tra le regioni, devono necessariamente passare, in Calabria, da una forte coesione territoriale delle aree interne. Se cresce l’economia delle aree interne, cresce l’intera regione.

Serve un patto sociale. Un patto che protegga tutti, ma soprattutto i cittadini più vulnerabili.

In Calabria vediamo troppe famiglie, lavoratrici e lavoratori perdere i risparmi di una vita, la casa, l’automobile o addirittura persone care a causa dei cambiamenti climatici, che colpiscono la nostra regione con forza crescente. Quando una casa viene distrutta da un evento catastrofale, il mutuo purtroppo rimane.

Ecco perché il sistema bancario, le imprese assicurative, le organizzazioni sindacali e gli enti pubblici devono lavorare insieme per costruire in Calabria un modello moderno e sostenibile di protezione dei beni e dei risparmi. Servono incentivi per polizze che proteggano dai rischi climatici, soprattutto per le fasce più deboli.

La Federazione First Cisl Calabria è al fianco della Confederazione Cisl Calabria, mettendo a disposizione competenze ed esperienza affinché nella nostra regione si realizzi un vero processo di coesione territoriale, attraverso un patto sociale per il lavoro e per la partecipazione.

Feroleto Antico, 1° aprile 2026