Ieri sera intorno alle 21:15, all’ingresso di Bezzi 1 è crollato il controsoffitto. Fortunatamente non si sono registrati feriti e l’area è stata prontamente sigillata dai Vigili del Fuoco. Se questo fatto fosse accaduto di giorno, avremmo dovuto confrontarci sicuramente con una tragedia: il caso ci ha evitato di assistere a un disastro annunciato. L’azienda ha comunicato che, dalle verifiche fatte, il danno non sarebbe strutturale e che il servizio mensa è temporaneamente sospeso, con relativa corresponsione del buono pasto alle colleghe e ai colleghi che ne avrebbero usufruito. Questa foto però è paradigmatica della situazione della nostra banca attuale. Quando piove in Bezzi, ma non solo, anche in Piazza Meda e in tante delle agenzie di rete, l’acqua filtra dentro i locali e troppo spesso l’unica soluzione messa in campo è quella di mettere dei secchi per raccogliere l’acqua: una strategia miope che alla lunga non può che portare a sempre più seri problemi. C’era stata una avvisaglia qualche anno fa: i balconi pericolanti in Bezzi 1, chiusi da oltre tre anni, non sono stati riparati e il problema è stato ignorato. Non è stata la scelta migliore, alla luce di quanto accaduto. È questione diversa rispetto ai gravi fatti di oggi ma anche sugli impianti di riscaldamento e raffreddamento le nostre segnalazioni sono costanti. Gli interventi però sono temporanei, non finalizzati al benessere di lavoratrici e lavoratori, ma al solo rispetto dei parametri di legge. Le OO.SS. sindacali confederali insieme agli RLS esprimono forte preoccupazione per quanto accaduto e richiamano con forza l’attenzione dovuta dai vertici del Gruppo, che ha appena raggiunto il massimo storico degli utili (oltre 2 miliardi di euro), alla salute e alla sicurezza di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori!Occuparsi di quelle che quando ci sono da raggiungere i risultati commerciali vengono chiamate “le nostre persone” mettendole in condizione di lavorare in ambienti confortevoli, puliti, salubri e sani ma soprattutto sicuri deve essere una priorità: si ritorni ad investire per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori con strutture non solo decorose ma che mostrino l’attenzione e il rispetto che noi tutte/i meritiamo.
Milano, 10 marzo 2026
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