Desertificazione bancaria in Toscana. Tavola rotonda con istituzioni, territori e cittadini a confronto. First Cisl: la banca di relazione è la carta vincente

Accesso ai servizi, tutela delle comunità locali e strategie condivise per contrastare la chiusura degli sportelli nei territori più fragili. Questi i temi affrontati nella tavola rotonda che si è svolta il 19 maggio 2026, presso la ex fabbrica Meucci di Vernio, organizzata da Comune di Vernio e Anci Toscana dal titolo: “Desertificazione bancaria: istituzioni, territori e cittadini a confronto”. Al dibattito hanno partecipato, rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario e dei corpi intermedi. L’evento è stato moderato dal giornalista Mauro Banchini.

Il convegno si è aperto con l’intervento della sindaca di Vernio, Maria Lucarini, che ha rimarcato il ruolo fondamentale svolto da First Cisl Toscana nel portare all’attenzione il problema dell’assenza di sportelli bancari nel comune di Vernio. L’assessore regionale al credito, all’economia, al turismo e all’agricoltura, Leonardo Marras, ha evidenziato il valore dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria in Toscana, indicando anche soluzioni alternative rispetto alla presenza quotidiana della banca tradizionale per garantire un presidio nei comuni interessati dal fenomeno. Gli altri interventi dei rappresentanti delle istituzioni presenti si sono concentrati sulla valorizzazione delle aree periferiche, sottolineando l’importanza del presidio bancario nei territori montani, come evidenziato da Marina Lauri, responsabile del settore montagna e aree interne di Arci Toscana.

Nel suo intervento, il Segretario generale First Cisl Toscana Marco Lenzini, ha richiamato l’attenzione sul fenomeno della desertificazione bancaria, in particolare nelle aree interne della Toscana. Nel 2025, nella regione sono stati chiusi 52 sportelli bancari. Lenzini ha sottolineato come il tema non riguardi soltanto il settore del credito e la relativa occupazione, ma anche la tenuta sociale ed economica dei territori periferici. La desertificazione bancaria comporta inoltre un aumento dei carichi di lavoro e del pendolarismo per i lavoratori del credito. “Come sindacato confederale siamo attenti all’occupazione del settore ed alle ricadute sui lavoratori, ma anche a ciò che impatta al di fuori di esso, per la tutela del futuro delle comunità e per dare prospettiva alle stesse” ha dichiarato Lenzini. Tema desertificazione  che interessa direttamente anche i comuni di Vernio e Cantagallo, dove circa 10 mila cittadini e oltre 500 imprese si trovano senza un presidio bancario di riferimento con le problematiche che ne derivano di accesso al credito e di sviluppo del territorio.

Nel corso del suo intervento Lenzini ha evidenziato inoltre come la progressiva riduzione degli sportelli sia legata principalmente alle strategie di contenimento dei costi adottate dai grandi gruppi bancari, nonostante il settore continui a registrare risultati economici estremamente positivi. Sul tema della digitalizzazione ha tenuto a precisare: “digitalizzazione uguale desertificazione? assolutamente no” citando gli esempi di zone del Sud Italia dove è presente un alto tasso di desertificazione ed un tasso di utilizzo dell’home banking molto basso, “la digitalizzazione è un falso mito – ha proseguito – e non è vero che la digitalizzazione porta poi a quella che è la desertificazione bancaria”, sottolineando inoltre il problema reale dell’emarginazione finanziaria per le persone più anziane.

Richiamando uno studio realizzato per Il Sole 24 Ore dall’Istituto Tragliacarne, Lenzini ha evidenziato l’importanza della relazione personale anche nel settore finanziario, ribadendo la necessità di promuovere un modello di “relationship banking”, ossia una banca di relazione fondata su un rapporto costante e diretto con il territorio ovvero dipendente bancario e cittadino. Il segretario generale ha inoltre sottolineato la necessità di creare strumenti capaci di valorizzare il risparmio, sostenere l’economia reale e produrre benefici concreti per i territori, evitando che i capitali confluiscano in fondi che investono prevalentemente all’estero. In questo contesto ha richiamato l’importanza dei cosiddetti “less significant institutions”, ossia gli istituti bancari di minori dimensioni, come evidenziato anche in un recente studio di Banca d’Italia del marzo 2026. Tra questi rientrano anche le banche territoriali presenti in Toscana, comprese le banche di credito cooperativo, pur evidenziando come i processi di riorganizzazione degli ultimi anni abbiano in parte ridotto la capacità decisionale a livello locale.

In conclusione del suo intervento il segretario generale di First Cisl Toscana ha ribadito l’importanza dell’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, chiedendo un rafforzamento delle attività di monitoraggio e l’adozione di misure concrete per garantire  prospettive di sviluppo nelle comunità delle aree interne, evitando che i piccoli centri si trasformino esclusivamente in luoghi destinati al turismo occasionale.


Qui i dati sulla desertificazione bancaria in Toscana

Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba

Il sito di First Cisl Toscana