Banca del Mezzogiorno, Colombani su Economy: no allo spezzatino, con Crédit Agricole reti di sportelli complementari

Economy Magazine, in un articolo di Sergio Luciano dal titolo “Piano col risiko creativo, Francia o Spagna purché le banche funzionino”, offre una lettura del riassetto in corso nel sistema bancario italiano, tra ipotesi di nuove aggregazioni e il possibile ruolo di grandi gruppi europei. Un’analisi che richiama l’attenzione sulle ricadute concrete di queste operazioni, in particolare per il futuro della Banca del Mezzogiorno.

In questo contesto la rivista economica rilancia la posizione di First Cisl, espressa dal Segretario generale nazionale Riccardo Colombani, che mette al centro la tutela dell’occupazione, la presenza territoriale e il sostegno al credito, soprattutto nel Sud del Paese.

“Crédit Agricole – spiega Colombani su Economy – è al centro degli equilibri del sistema bancario italiano. È salito al 22,8% del capitale di Piazza Meda in coincidenza dell’assemblea dei soci e potrebbe rafforzarsi ulteriormente, vista l’autorizzazione della Bce e la soglia unica delle Opa al 30% prevista dalla riforma del Tuf. È importante, però, per le lavoratrici e i lavoratori, per le famiglie e le imprese clienti, che il gruppo non alimenti il risiko bancario, ma che faccia invece da argine all’ulteriore concentrazione del sistema, con un approccio strategico di capitale paziente di lungo periodo in Banco Bpm, in coerenza con la propria matrice cooperativa. Riguardo all’ipotesi di manifestazione d’interesse su Banca del Mezzogiorno, già Banca Popolare di Bari, c’è una sostanziale assenza di sovrapposizioni tra le reti di sportelli”.

“Affinché l’operazione di cessione di Bdm Banca che si profila sia socialmente sostenibile – prosegue il leader dei bancari della Cisl – è necessario evitare tagli occupazionali, chiusure di filiali e la salvaguardia di tutte le lavoratrici e i lavoratori, inclusi ovviamente tutte le colleghe e i colleghi attualmente in distacco, nonché – ha proseguito Colombani – il mantenimento delle direzioni territoriali della ex Popolare di Bari”.

“La Banca del Mezzogiorno, già Banca Popolare di Bari – continua il Segretario generale nazionale First Cisl su Economy – è oggi una realtà risanata e ciò è dovuto anche ai sacrifici retributivi imposti a lavoratrici e lavoratori. Non possiamo però accettare una perenne cura dimagrante fatta di sole contrazioni di attività e conseguente riduzione dell’occupazione. È evidente che senza l’aumento del capitale di rischio è impossibile accrescere il portafoglio crediti, oggi fermo a 6 miliardi, con un rapporto impieghi/dipendenti tra i più bassi del sistema, e che la banca non può generare il margine d’interesse necessario a porsi come soggetto leader per il credito al Sud”.

First Cisl si opporrà quindi con fermezza a qualsiasi tentativo di spezzatino. La vendita ad un gruppo bancario tra i diversi partecipanti alla gara non potrà pertanto avvenire sulla base del mero importo offerto. La proprietà è pubblica e ciò implica che – conclude Colombani – nel processo di cessione dovrà essere garantita la salvaguardia di tutti i portatori di interesse, a partire da tutte le lavoratrici ed i lavoratori”.


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