1° giugno 2026: essere genitori oggi, tra desideri, sfide e prospettive. Il manifesto First Cisl

Le giornate mondiali sono occasioni preziose per fermarsi a riflettere sui cambiamenti della società e sulle sfide del presente.  In occasione della Giornata mondiale dei genitori, First Cisl sceglie di stimolare la riflessione partendo da una frase di Madre Teresa di Calcutta che coglie, con semplicità, uno degli aspetti più importanti della genitorialità: “I genitori devono essere affidabili, non perfetti. I figli devono essere felici, non farci felici.”

E allora la questione su cui interrogarsi diventa: cosa permette davvero ai genitori di essere affidabili? Cosa può contribuire alla felicità delle figlie e dei figli?

Spesso si pensa alla genitorialità come a una questione privata afferente, quasi esclusivamente, la sfera degli affetti e dei sentimenti. In realtà, essere genitori oggi significa fare i conti ogni giorno con aspetti molto concreti: il lavoro, il tempo, gli stipendi, la possibilità di armonizzare vita professionale e vita familiare, i servizi di supporto alle famiglie, la stabilità economica e sociale.

Guardiamo i dati: il Rapporto Istat 2026 ci racconta un Paese nel quale il desiderio di avere figli continua ad esserci, ma si scontra spesso con condizioni percepite come incerte e che non permettono di guardare al futuro con la necessaria serenità.

Nel 2025 i nuovi nati sono scesi a 355mila e il numero medio di figli per donna è arrivato a 1,14, il livello più basso mai registrato. Accanto al desiderio di diventare genitori emergono preoccupazioni molto forti, soprattutto sul piano economico e lavorativo. Più della metà delle persone teme che la propria situazione finanziaria possa peggiorare dopo l’arrivo di un figlio (52,6%). Quasi una donna su due ritiene che la maternità possa avere effetti negativi sulle opportunità professionali, mentre molti uomini prevedono conseguenze soprattutto sul lavoro della partner.

Sono dati che aiutano a comprendere meglio il significato della parola ‘affidabilità’. Per essere genitori affidabili non basta l’impegno individuale. Servono condizioni che consentano alle persone di esserci davvero nella vita dei figli: un lavoro stabile, orari sostenibili, salari adeguati, servizi accessibili, possibilità di cura e presenza.

E il tema della felicità delle figlie e dei figli non può essere separato da tutto questo.

Nel capitolo dedicato al capitale umano e sociale, il Rapporto Istat mostra come il benessere delle nuove generazioni sia strettamente legato anche alle condizioni culturali, economiche e relazionali nelle quali si cresce. I ragazzi e le ragazze dichiarano, in larga maggioranza, di essere soddisfatti delle relazioni familiari e amicali, confermando il ruolo della famiglia come punto di riferimento emotivo e luogo di sicurezza affettiva.

Ma il rapporto evidenzia anche che il livello di benessere dei giovani non è sempre uguale. La soddisfazione per la propria vita cresce sensibilmente tra chi proviene da famiglie con livelli di istruzione più elevati e con una situazione economica percepita come buona: nel 2023 si dichiara molto soddisfatto il 59,8% dei figli di genitori con titoli di studio alti, contro il 47,8% di chi proviene da contesti culturalmente più fragili, il divario è ancora più pronunciato se si prende in considerazione la situazione economica della famiglia.

In altre parole, la felicità di figlie e figli non dipende soltanto dall’affetto ricevuto dentro casa, ma anche dalle condizioni che permettono ai genitori di vivere con maggiore serenità il proprio ruolo. Tempo, stabilità economica, sicurezza lavorativa e minore stress incidono infatti anche sulla qualità delle relazioni familiari.

Lo stesso Rapporto Istat sottolinea inoltre che il capitale educativo familiare rappresenta un fattore protettivo importante nella capacità dei giovani di affrontare le difficoltà e costruire fiducia in sé stessi. È anche per questo che parlare di genitorialità significa parlare di lavoro, welfare, scuola, servizi e qualità della vita. Perché nessuna famiglia può essere lasciata sola nel compito di costruire serenità e futuro.

Ed è qui che il tema della genitorialità incontra pienamente il ruolo del sindacato.

Per First Cisl occuparsi di genitorialità significa impegnarsi perché nessuno debba scegliere tra lavoro e famiglia. Vuol dire continuare a battersi per lavoro stabile, salari adeguati, welfare efficace, e organizzazioni del lavoro più attente; in pratica per trasformare i bisogni delle persone in diritti collettivi e costruire condizioni che permettano ai genitori di essere affidabili e davvero presenti nella vita di figlie e figli felici e fiduciosi verso il futuro.

Il manifesto First Cisl per la Giornata mondiale dei genitori


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