La Festa della Liberazione è l’Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, con la caduta del regime fascista e la fine dell’occupazione nazista.
Un anniversario che, attraverso le lenti del passato, ci può aiutare a leggere meglio il presente per scegliere che futuro vogliamo dare ai nostri figli.
Questo è l’impegno che la storia ci assegna, al di là della retorica e delle contrapposizioni ideologiche di parte, della logica dello schieramento, delle strumentalizzazioni e, talvolta, del revisionismo storico che caratterizzano alcune ricorrenze.
I tragici avvenimenti che stanno sconvolgendo il mondo, anche vicino a noi, devono rafforzare il nostro impegno alla quotidiana e concreta edificazione dei valori democratici a cui la nostra Costituzione ci richiama.
Ciascuno per la propria parte, nessuno escluso.
Oltre alle guerre e ai morti, anche la violenza verbale, offensiva, talvolta oltraggiosa, che caratterizza le relazioni diplomatiche di Paesi che si professano portatori di pace e detentori dei valori democratici, ci disorienta.
Sembra quasi che il passato non ci abbia insegnato molto e che gli equilibri tra le grandi potenze, oggetto del contendere, non siano funzionali al benessere delle popolazioni, ma al servizio di singole economie o, peggio, di gruppi di potere, oligarchie che agiscono nella penombra.
Ora, più che mai, sono attuali le parole di una canzone di Giorgio Gaber, “La libertà”: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.
La vera resistenza moderna, che passa attraverso la lotta all’indifferenza è proprio la PARTECIPAZIONE. Non c’è cambiamento senza partecipazione.
In Europa, anche nel nostro Paese, stiamo assistendo a un aumento della partecipazione attiva alla vita democratica, il cui preoccupante e progressivo declino era sintomatico della perdita di fiducia e speranza nel cambiamento da parte di tante, troppe persone.
Una fiducia che le nuove generazioni stanno dimostrando di avere e che, tutti insieme, dobbiamo rafforzare perché solo PARTECIPANDO e impegnandoci attivamente possiamo custodire il fuoco dei valori democratici invece di adorarne le ceneri.
Andrea Battistini
Segretario generale First Cisl Lombardia
Allegati: editoriale Battistini, 25 Aprile, libertà è partecipazione
