Il Gruppo Bcc Iccrea con il nuovo piano strategico 2026-2028 si propone obiettivi ambiziosi: 52 miliardi di nuovi finanziamenti, il potenziamento del servizio alle imprese (oggi oltre 200 mila), investimenti nelle piattaforme tecnologiche per 340 milioni, l’ulteriore rafforzamento patrimoniale, la salvaguardia di una rete di sportelli sempre più orientata alla consulenza fisica, nuove assunzioni per 2.500 persone con un incremento dell’occupazione di 700 persone.
Iccrea continua a manifestare, al dicembre 2025, una positiva propensione all’intermediazione tradizionale, come si registra dagli interessi netti, che rappresentano ancora più del 70% dei proventi operativi complessivi (rispetto al 55,1% delle 5 big *). Ciò evidenzia un modello di servizio ancora coerente con un’attività bancaria legata al credito e al territorio. Per il 2028 il gruppo peraltro prospetta un target di crescita delle commissioni nette sino a 1,7 miliardi di euro (con un incremento annuo medio del 5,2%), obiettivo che richiede un attento presidio di coerenza con il modello di servizio cooperativo, per scongiurare logiche di sviluppo tipiche del credito for profit e conseguenti pressioni commerciali. Un quadro geopolitico mondiale condizionato da una ripresa inflattiva che può riversarsi sul livello dei tassi di interesse, non oggetto di analisi nel piano, potrebbe giustificare il mantenimento di un più tradizionale assetto delle fonti di ricavo.
Grazie a un profilo patrimoniale molto solido e rafforzato nel 2025 (Cet1 ratio al 26%, contro il 14,24% dei citati primi 5 gruppi), Iccrea si propone un’ulteriore crescita al 29,3% e, secondo i dati previsionali Eba conseguenti agli stress test, si candida al ruolo di banca più resiliente in Europa al 2027. Parimenti il profilo creditizio presenta al 2025 un rapporto crediti verso clientela/totale attivo salito al 58,4% (contro il 49,5% delle 5 big) e un’eccellente qualità dell’attivo (Npl ratio netto allo 0,6%, rispetto a 1,2% delle 5 big *). Tali dati giustificano un target di finanziamenti netti a clientela (stock) al 2028 pari a 105,1 miliardi di euro (+2,4% di incremento medio annuo), sostenuti, come detto, da circa 52 miliardi euro di nuove erogazioni.
Domenico Iodice, Segretario nazionale First Cisl, afferma che “il piano di impresa 2026-2028, dichiaratamente orientato alla crescita e alle persone, si basa su numeri che da un lato legittimano l’ambizione del gruppo e dall’altro richiedono la decisa partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori, in un virtuoso processo di due diligence valoriale. Quanto al forte presidio territoriale, in base ai dati della Fondazione Fiba al dicembre 2025, Iccrea è in prima fila per numero di sportelli in Italia”.
“Il valore positivo dell’azione di mantenimento della rete è in controtendenza rispetto al settore e dimostra che la funzione di prossimità, che pure ha un inevitabile costo operativo, deve essere letta come investimento produttivo capace di un dirompente effetto-leva, soprattutto in tempo di digitalizzazione. Le opportunità di crescita previste dal piano saranno colte se il gruppo saprà impiegare le grandi risorse umane e finanziarie di cui dispone per differenziarsi rispetto alle banche for profit: volumi, tipologia, ma soprattutto destinazione e finalità degli impieghi devono alimentare occupazione, presidio territoriale e sviluppo sociale inclusivo, in attuazione della funzione che la Costituzione affida alle banche.”
“Presteremo grande attenzione al modo di implementazione delle nuove tecnologie, alla luce dei 340 milioni di euro di investimenti previsti dal piano d’impresa. Occorrerà sviluppare insieme una coraggiosa e originale ‘tecnologia della cooperazione’, da offrire come strumento al servizio dei lavoratori e non per sostituire o comprimere occupazione e livelli di servizio. L’integrazione tra canali fisici e digitali non dovrà diminuire il presidio fisico dei territori, elemento di forza del credito cooperativo, né snaturare la consulenza umana, il cui valore di bene-rifugio si va progressivamente apprezzando in un settore sempre più criticamente caratterizzato dall’automazione e dalla spersonalizzazione dei cosiddetti servizi di massa. Anche il prospettato rafforzamento dei presidi Esg, in vista dell’annuale bilancio di sostenibilità sociale, se da un lato alimenta la fiducia, dall’altro esige il coinvolgimento preventivo e continuativo dei sindacati, chiamati a validare i risultati sociali d’impresa, a partire dal contrasto al gender pay gap, e a certificare il modo in cui l’impresa tiene conto delle istanze dei portatori di interesse dei lavoratori. Si apre dunque una interessante stagione di contrattazione sociale e reputazionale: siamo pronti a raccoglierne la sfida”, conclude Iodice.
“ll piano di espansione del Gruppo Bancario Iccrea – commenta Silvia Lambertini, Segretaria responsabile First Cisl Gruppo Iccrea – è sicuramente ambizioso e sfidante. Conseguentemente, lo devono essere anche gli strumenti contrattati per la redistribuzione a lavoratrici e lavoratori del valore che si genera, perché il piano strategico si fonda sulla partecipazione professionale e motivazionale. Occorre una gestione più aperta e avanzata delle ‘Persone Iccrea’, che valorizzi maggiormente il lavoro agile, il welfare e lo sviluppo professionale, senza trascurare adeguate misure di ristoro per chi sostiene il costo degli spostamenti, a partire dall’adeguamento dei rimborsi chilometrici. Il benessere dei collaboratori deve essere un obiettivo cardine del piano e misurarne la qualità e l’identità cooperativa.”
“Il successo del piano – conclude Lambertini – dipende prima di tutto dalla capacità di progettare la valorizzazione, l’inclusione e la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.”
First Cisl Gruppo Iccrea
Qui l’analisi sui bilanci delle banche big 5 al 31 dicembre 2025
Qui l’analisi sulla desertificazione bancaria al 31 dicembre 2025
* Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm, Bper
