“Il contratto nazionale 2023 è già entrato di diritto nella storia delle relazioni industriali del nostro paese. Non poteva che essere così. Abbiamo aumentato le retribuzioni in misura molto significativa, redistribuendo parte della produttività. Con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione, abbiamo realizzato una combinazione vincente tra paga oraria più alta e più tempo per la vita personale. La norma sulla partecipazione, che rispecchia principi e criteri della legge d’iniziativa popolare della Cisl, oggi Legge 76 del 15 maggio 2025, è una svolta culturale che potrà, in primis, spingere la crescita sostenuta e duratura delle retribuzioni con la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori agli utili d’impresa. Dobbiamo insistere nel coltivare l’ambizione di orientare la cultura d’impresa alla vera responsabilità sociale. Perciò, dovremo definire tutele contrattuali, affinché le nuove tecnologie, e l’intelligenza artificiale in particolare, siano complementari al lavoro e non sostitutive. La rivoluzione digitale deve essere la nuova frontiera di sviluppo forte e inclusivo, valorizzando la creatività, la competenza delle persone e non la scorciatoia per profitti basati sulla riduzione di costi e sulla deriva dei modelli di servizio prodotto-centrici”.
Segretario generale nazionale First Cisl




















