Assistenza Sanitaria Aggiuntiva

L’Assistenza Sanitaria Aggiuntiva (ASA) è una sorta di “salvadanaio personale” che ogni iscritto alle forme di assistenza sanitaria dell’ex Gruppo Banco Popolare possiede (Sono in corso le verifiche tecnico/fiscali sulla possibilità di estendere ASA anche alla CMA dell’ex Gruppo Bpm).

Serve a integrare i rimborsi del proprio Fondo o della propria Cassa Assistenza e, cioè, di FAS (compresa la ex Caspop) e FIAM, fino ad arrivare — nei limiti del regolamento — anche al rimborso totale delle spese sanitarie sostenute.

Come alimentare la propria posizione ASA

Nella posizione ASA confluiscono:

  • le eventuali scelte di destinazione del welfare aziendale;
  • gli eventuali versamenti volontari del socio.

A cosa serve l’ASA

Le somme accantonate possono essere utilizzate per:

  • il rimborso di franchigie, scoperti, superamenti di massimali non rimborsati da parte dell’assistenza sanitaria (c.d. ASA mista);
  • rimborso di spese sanitarie non comprese nella copertura sanitaria ma aventi la caratteristiche per essere detratte dalla dichiarazione dei redditi (c.d. ASA pura) .

Versamenti volontari

Ogni socio, sia in servizio sia in pensione, può effettuare versamenti volontari sulla propria posizione.

Quando e come si può versare

Di norma, tra la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo si apre un periodo limitato durante il quale il socio può scegliere se destinare parte della propria retribuzione all’ASA per l’anno successivo. È possibile scegliere tra:

  • versamenti mensili, con trattenute in busta paga da gennaio a dicembre;
  • versamento unico (“una tantum”), con un’unica trattenuta

👉 Le scadenze sono diverse a seconda della forma di assistenza, si consiglia di verificare le comunicazioni ricevute in qualità di associato.

L’importo versato sarà disponibile sulla propria posizione ASA dal primo giorno del mese successivo alla trattenuta.

Nota bene:

  • le somme versate non possono essere incassate in denaro;
  • non hanno scadenza;
  • restano disponibili finché l’iscrizione sanitaria rimane attiva.

In caso di:

  • dimissioni o licenziamento l’iscrizione sanitaria si chiude e anche la posizione ASA viene cancellata;
  • pensionamento o accesso al fondo esuberi la posizione ASA rimane attiva.

Come funziona il rimborso

Il rimborso tramite ASA deve essere richiesto insieme alla presentazione delle spese sanitarie.

È fondamentale che la posizione ASA sia capiente al momento del controllo documentale: se non ci sono fondi sufficienti, la spesa non potrà essere ripresentata in seguito.

Il vantaggio fiscale dell’ASA

I contributi versati all’ASA sono deducibili dal reddito complessivo, fino a un massimo annuo di 3.615,20 euro.

Nel calcolo di questo limite rientrano:

  • i contributi versati dal datore di lavoro;
  • i contributi del lavoratore (o dell’esodato/pensionato associato)
  • eventuali contributi per i familiari iscritti;
  • i versamenti volontari all’ASA;
  • i contributi della banca alla Long Term Care (100 euro per i dipendenti – 400 euro per i dirigenti)

Spese non rimborsate: detrazione fiscale

Le spese sanitarie non rimborsate dal Fondo/Cassa (nemmeno tramite ASA) possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Quanto si ottiene con la detrazione fiscale:

  • al totale delle somme non rimborsate e presentate in dichiarazione dei redditi si sottrae la franchigia di 129,11 euro;
  • sull’importo residuo si applica il 19%.

Esempio:
Spesa totale non rimborsata: 500 euro
(500 − 129,11) × 19% = 70,47 euro di detrazione fiscale.

29 gennaio 2026

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COORDINAMENTO FIRST CISL GRUPPO BANCO BPM