Banco Bpm, il risiko bancario sulla pelle dei territori. Ora serve rispetto e valorizzazione

Di seguito il comunicato dei Coordinamenti Gruppo Banco Bpm dei sindacati confederali First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Uil:

Cari colleghi e care colleghe, il settore creditizio sta attraversando una fase di profonde trasformazioni, dominata da indiscrezioni stampa e ipotesi di nuove aggregazioni straordinarie. Ma mentre i grandi gruppi inseguono fusioni e assetti societari per soddisfare i mercati, noi come sindacato confederale sentiamo il dovere di denunciare gli effetti collaterali di questo “risiko bancario”, che rischia di travolgere la funzione sociale stessa del credito.

Le continue concentrazioni stanno riducendo drasticamente la “biodiversità bancaria”, ovvero la presenza di modelli di business differenti e vicini alle comunità locali. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una desertificazione degli sportelli che impoverisce i territori. In un Paese come l’Italia, caratterizzato ancora da un forte divario digitale e da una scarsa digitalizzazione di ampie fasce di popolazione, la chiusura delle filiali significa negare l’accesso ai servizi essenziali a intere comunità e piccoli comuni.

Queste operazioni straordinarie sembrano mirare esclusivamente al raggiungimento di target finanziari e alla distribuzione di dividendi eccezionali per gli azionisti, sostenuti dagli utili record presentati a ogni trimestre dalle banche. In questa corsa al profitto, la clientela viene penalizzata e le lavoratrici e i lavoratori vengono dimenticati, nonostante siano proprio loro, con il proprio lavoro quotidiano, a permettere il conseguimento di questi enormi e brillanti risultati economici.

Per i sindacati confederali la difesa e la salvaguardia dei livelli occupazionali rappresentano un punto fermo e non negoziabile: non permetteremo che le logiche di fusione o i processi di riorganizzazione si traducano in tagli al personale, esuberi mascherati o nella distruzione di posti di lavoro sul territorio. La sostenibilità di qualsiasi operazione bancaria si misura prima di tutto sulla tenuta dell’occupazione e sulla valorizzazione delle persone.

All’interno del nostro gruppo, la tensione per il possibile risiko si traduce purtroppo in un pesante peggioramento delle condizioni lavorative quotidiane ci sono pressioni commerciali intollerabili esasperate da una vera e propria “gara dei capi” per dimostrare chi è più bravo a raggiungere numeri e target a fronte di organici carenti. Oggi, a questa dinamica si aggiunge lo spauracchio delle aggregazioni, le possibili fusioni vengono usate dai responsabili come leva psicologica e strumento di pressione per pretendere risultati sempre più alti. Non possiamo accettare che l’incertezza sul futuro venga usata per stressare e intimorire i colleghi.

Tutto questo in un gruppo che ad ancora oggi vede sull’assistenza sanitaria profonde differenze e disparità di contribuzioni e di prestazioni tra le varie platee di personale all’interno del gruppo, risultando fortemente penalizzanti per un’ampia fetta di lavoratori. Un’ingiustizia che va sanata.

Al rientro dalla pausa estiva ci attende un tavolo negoziale decisivo. Sul tavolo ci saranno tre temi fondamentali per la dignità del nostro lavoro:

  1. l’armonizzazione delle forme di assistenza sanitaria, che deve finalmente garantire tutele eque, omogenee e migliorative per tutta la popolazione aziendale;
  2. la contrattazione del Vap (premio aziendale), che deve riconoscere e redistribuire ai colleghi una parte significativa degli utili record generati dal loro impegno;
  3. rinnovo del Contratto integrativo aziendale (Cia).

Noi non faremo sconti!

L’atteggiamento delle scriventi organizzazioni sindacali sarà fermo: la banca deve decidere una buona volta di premiare concretamente il lavoro dei colleghi.

Non arretreremo di un millimetro e non accetteremo alcun tentativo aziendale di far pagare ai lavoratori i costi delle armonizzazioni o del Vap cercando di togliere o ridurre diritti e coperture già faticosamente acquisiti.

L’attenzione di First Cisl, Fisac Cgil e Uilca Uil rimarranno altissime a tutela della salute, della dignità e del futuro di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Banco Bpm.

Milano, 21 agosto 2026

Coordinamenti del Gruppo Banco Bpm
First Cisl   –   Fisac Cgil   –   Uilca Uil


Scarica il comunicato sindacale confederale

Visita il sito di First Cisl Gruppo Banco Bpm