“L’intelligenza artificiale è una tecnologia trasformativa di uso generale, come il motore a vapore, l’elettricità e l’information technology, ma è destinata a incidere più di queste sui processi produttivi, sui modelli di servizio, sull’organizzazione del lavoro e persino sui processi decisionali. Per questo non può essere considerata semplicemente il prodotto strategico di un’industria: è già un’infrastruttura strategica di potere. Chi la controlla può decidere chi includere e chi escludere”. Lo ha affermato il Segretario generale nazionale First Cisl, Riccardo Colombani, intervenendo al convegno “L’AI entra in banca: e adesso?”, promosso dal Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università di Firenze. Le dichiarazioni di Colombani sono state riprese dalla rivista Economy, che ha dedicato un articolo all’intervento.
“È significativo che Papa Leone XIV abbia scelto di dedicare la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, all’intelligenza artificiale. Già Papa Francesco, che aveva definito l’AI uno strumento “potente e tremendo” al G7 del giugno 2024, aveva richiamato la necessità di governare questa rivoluzione mettendo al centro la dignità della persona. Oggi siamo di fronte a una sfida che investe il lavoro, l’economia, ma anche la democrazia sostanziale. L’Europa – ha sottolineato Colombani –non può rassegnarsi a diventare una colonia cognitiva, dipendente dalle grandi piattaforme tecnologiche statunitensi, ma deve rafforzare la propria autonomia strategica”.
“La concentrazione del potere e della ricchezza nelle mani di un numero ristretto di oligarchi del web sta corrodendo le basi di legittimità morale del capitalismo. Lo ha detto con chiarezza Larry Fink, ceo di Blackrock, nel suo intervento al Forum di Davos: se il capitalismo vuole salvarsi deve evolvere e divenire più inclusivo. Noi crediamo – ha proseguito – che la partecipazione sia l’unica via per superare il capitalismo predatorio che contraddistingue quest’epoca”.
“Pilastro del cambiamento in Italia è la legge di iniziativa popolare promossa dalla Cisl, oggi divenuta legge di Stato, che attua l’articolo 46 della Costituzione riguardo alla partecipazione alla gestione delle imprese da parte di lavoratrici e lavoratori. Ovviamente, sono nella disponibilità della parti sociali forme di partecipazione settoriali o di filiera. Solo attraverso questo mutamento verso un capitalismo partecipativo sarà possibile rendere la responsabilità sociale d’impresa una pratica concreta e non un semplice slogan, ponendo al centro la cura della persona nel tempo dell’intelligenza artificiale, come recita la Magnifica Humanitas”.
“Per quanto riguarda il settore bancario, l’intelligenza artificiale deve supportare le decisioni delle lavoratrici e dei lavoratori, senza sostituirne responsabilità e professionalità. Per gestire il cambiamento – ha osservato Colombani – è necessario un diritto soggettivo permanente alla formazione e all’aggiornamento sistematico delle competenze”.
“L’intelligenza artificiale deve essere utilizzata per rafforzare, non per sostituire, il valore del lavoro umano. Può migliorare le decisioni sul credito, rendere la consulenza agli investimenti più efficace e realmente orientata agli interessi dei risparmiatori, ampliare l’accesso ai servizi bancari, finanziari e assicurativi e favorire l’inclusione. Ma la tecnologia deve restare uno strumento al servizio delle persone”.
“Il cambiamento va governato attraverso la contrattazione. Segnaliamo l’ottimo accordo sindacale unitario sottoscritto nel gruppo Cassa Centrale riguardo alla cosiddetta datificazione. Per noi quell’accordo è una best practice da prendere a riferimento. La Cabina di regia sul digitale, istituita con Abi già da 2019 ma realmente operativa da pochi mesi, è una modalità di confronto tra le parti sociali che, pur dovendo ancora esplicare le potenzialità di valutazione e gestione condivisa degli impatti dell’innovazione digitale, rappresenta un esperimento avanzato di relazioni sindacali partecipative. Per questo – ha concluso Colombani – è auspicabile che uno strumento analogo venga rivendicato nella piattaforma unitaria in via di definizione per il rinnovo del contratto del credito cooperativo.”

