La desertificazione bancaria avanza senza soste. Il nuovo report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl è impietoso: 3.457 comuni, il 44% del totale nazionale, sono senza sportello bancario. Circa 5 milioni di italiani non hanno più accesso ai servizi finanziari. L’aggiornamento annota la chiusura di altre 516 filiali bancarie nell’anno appena trascorso.
Il dato colpisce e viene rilanciato da vari organi d’informazione.“First, avanza desertificazione bancaria, – 516 sportelli in 2025. Rete fisica si avvia verso quota 19mila” titolano Ansa e Quotidiano Nazionale. Per AdnKronos: “Banche: First Cisl, in 2025 continua desertificazione, 516 sportelli (- 2,6%)”. Sulla stessa linea Agi e Askanews che rispettivamente titolano: “Banche, First Cisl altri 516 sportelli chiusi nel 2025” e “Banche, First Cisl: chiusi 516 sportelli nel 2025”. “Banche. Cisl, nel 2025 prosegue desertificazione con chiusura 516 sportelli” è il lancio di Italpress. “Desertificazione bancaria: chiusi altri 516 sportelli nel 2025” scrivono Teleborsa, Borsa Italiana, Tiscali News, Soldi 365.com.
Anche per la Repubblica e La Stampa, “Desertificazione bancaria: chiusi altri 516 sportelli nel 2025”. Su Milano Finanza, “Banche, nel 2025 quasi un Comune su due senza filiali. Iccrea diventa il primo gruppo per sportelli”. Per Borsa&Finanza, “La desertificazione continua ad avanzare: resiste solo Iccrea”. Euroborsa evidenzia che “La desertificazione bancaria continua ad avanzare: resiste solo Iccrea”. Il supplemento settimanale de Il Sole 24 Ore, Plus24, valorizza un dato evidente che emerge dall’analisi cislina: “Nel centro Italia il maggior numero di filiali chiuse nel corso del 2o25. – 3,3% contro il calo nazionale del 2,6%. Ora le filiali aperte sono 19.140”. Secco il titolo del Corriere della Sera: “Banche, 516 filiali in meno”. “Le città restano senza banche: 516 sportelli chiusi nel 2025” sottolinea Avvenire. “Accelera la desertificazione bancaria, nel 2025 via altri 516 sportelli” titola Libero.
La rassegna stampa continua con Economy e Investire: “First Cisl: “Desertificazione bancaria, nel 2025 chiusi 516 sportelli e quasi metà dei comuni resta senza filiali” è il titolo del servizio. “Banche, Iccrea primo gruppo per presenza sul territorio” fa notare Wall Street Italia. Sulla stessa linea Advisoronline e il Nord Est e Avvertenze Aduc.it che nell’ordine titolano “Gruppo Iccrea, prima per numero di sportelli in Italia” e “Banche, chiusi 516 sportelli. Iccrea prima per presenze”. Il Diario del Lavoro evidenzia che “l’internet banking non compensa” la chiusura di altri 516 sportelli. Per Live Sicilia “Avanza la desertificazione bancaria: chiusi 516 sportelli in un anno”. Di autentica “Ecatombe di sportelli nel 2025” scrive Moneta Web avvertendo che “è sos desertificazione bancaria anche nelle città”. “Sportelli in fuga: l’Italia che perde la propria rete bancaria” rimarca Notizieit. Anche Giornale La Voce rileva la fuga delle banche dai territori con “sportelli chiusi e milioni di italiani esclusi mentre il digitale non basta”. Per SimplyBiz “Desertificazione bancaria, First Cisl: chiusi altri 516 sportelli nel 2025. Colombani: «Modesto incremento nell’uso dei canali digitali non giustifica le chiusure»”.
Accomunati dalla stessa impostazione i quotidiani Il Secolo XIX, La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino, L’Arena, Bresciaoggi, Gazzetta di Mantova, Il Giornale di Vicenza, Qds che scrivono: “First, avanza desertificazione bancaria, – 516 sportelli in 2025”. Per il Corriere delle Alpi, Il Piccolo, La Nuova di Venezia e Mestre, Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso, il Messaggero Veneto: “Banche, chiusi 516 sportelli. Iccrea prima per presenze”. Per La Voce di Rovigo “Sportelli bancari in estinzione”. “Filiali in ritirata: in un anno chiusi altri 516 sportelli” scrive Il Tirreno. “Prosegue il calo degli sportelli – 516 nel 2025” sottolinea la Gazzetta di Parma.
Tutte le testate ripropongono il tema della desertificazione bancaria che ha grandi ricadute sociali sui territori falcidiati dalla revisione commerciale operata dagli istituti di credito. Le chiusure non si fermano e non risparmiano alcuna regione. Fra le più colpite dai tagli Marche (- 4,3%), Toscana (- 3,5%), Calabria e Veneto (- 3,2%). Tra quelle con la maggiore incidenza di comuni senza sportelli figurano ai primi posti Molise (83,8%), Calabria (74,5%), Valle d’Aosta (74,3%), Piemonte (65,8%), Abruzzo (61,3%), mentre valori sensibilmente più contenuti si registrano in Emilia Romagna (8,2%).
La nuova ondata di chiusure ha modificato anche la classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari. Adesso il primo posto è occupato dal Gruppo Iccrea, che ha scavalcato Intesa Sanpaolo, tallonata sempre più da vicino da Unicredit.
Nel commentare i dati aggiornati, il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani ha rilevato che “il modesto incremento dell’utilizzo dei canali digitali non giustifica le chiusure. Nell’ultimo trimestre del 2025 le chiusure sono in larga misura dovute a Intesa Sanpaolo. Ciò ha fatto sì che il gruppo Iccrea, che ha sostanzialmente mantenuto stabile la sua presenza, abbia conquistato il primo posto nella classifica dei gruppi bancari per numero di sportelli. Anche le chiusure in Banco Bpm sono state numerose nell’ultimo trimestre. E nel 2026 il fenomeno continuerà: Bper chiuderà una novantina di sportelli nel mese di aprile. La speranza è che Unicredit non si limiti a mantenere l’attuale rete, ma magari inverta la tendenza – ha proseguito Colombani – Sui territori restano, spesso da sole, le banche di prossimità, punto di riferimento delle famiglie e soprattutto delle micro imprese, mentre le grandi banche si orientano verso il business del risparmio e, soprattutto, verso la gestione della ricchezza delle famiglie abbienti. Tra le banche di prossimità spicca il credito cooperativo a mutualità prevalente, che complessivamente detiene il 21,4% del totale degli sportelli bancari”.
“Nel 2025 l’andamento dell’utilizzo dell’internet banking in Italia, pur in modesta crescita, resta significativamente inferiore alla media europea e molto distante dai principali Paesi dell’Unione. Ma soprattutto – ha ancora sottolineato il leader dei bancari della Cisl – i dati smentiscono la tesi che esista un nesso causale diretto tra digitalizzazione e chiusura degli sportelli: in Europa convivono alti livelli di utilizzo dei servizi digitali e una rete fisica ben più capillare di quella italiana. I dati relativi alla Francia sono davvero eclatanti: nel 2025 il 78,3% dei francesi ha utilizzato l’internet banking, contro il 56,4% degli italiani. La differenza è ancora più marcata nella fascia di età 65-74 anni. E sappiamo che l’Italia ha l’indice di vecchiaia più alto d’Europa. Eppure in Francia ci sono 48 sportelli ogni 100 mila abitanti, conto 33 sportelli in Italia. Insomma, siamo oltre l’allarme sociale. I numeri descrivono un fenomeno su larga scala di esclusione sociale delle fasce più fragili della popolazione”.
“Le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose. Il caso francese dimostra infatti – ha concluso Colombani – che i necessari miglioramenti nell’utilizzo dei canali bancari digitali non sono affatto un ostacolo alla presenza fisica sui territori”.
Qui il 15° report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl aggiornato al 31 dicembre 2025
Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba

