Colombani: contro la recessione democratica servono gli Stati Uniti d’Europa e una svolta partecipativa nell’economia

“Il documento sulla sicurezza nazionale Usa, ‘The National Security Strategy’, è un manifesto politico. È un impianto ideologico articolato e preciso, che addirittura prevede l’estinzione della civiltà europea. La risposta dell’Unione europea deve essere assertiva ed è necessario il definitivo salto di qualità degli assetti istituzionali. C’è bisogno adesso degli Stati Uniti d’Europa. O adesso o mai più. D’altra parte la recessione democratica è causata soprattutto dal capitalismo predatorio che ha determinato una paurosa crescita delle diseguaglianze che hanno eroso la coesione sociale e disaffezione verso le istituzioni politiche”. È quanto ha dichiarato il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani intervenendo al Consiglio generale della Cisl che si è svolto oggi a Roma.

“Abbiamo, a questo riguardo, un’occasione fornita dalle dichiarazioni di Larry Fink, che non è solo uno degli uomini più ricchi del pianeta, ma per mestiere gestisce le ricchezze, essendo il ceo di Black Rock, il più grande asset manager del pianeta – ha proseguito Colombani – Fink dal palco di Davos ha sentenziato che il capitalismo sta perdendo la legittimità morale e politica. E allora è arrivato il tempo della conversione al capitalismo partecipativo”.

“First Cisl ha pubblicato recentemente la prima indagine sulla ricchezza delle famiglie italiane. Emerge, dal nostro primo report, la crescente polarizzazione della ricchezza nelle mani di pochi: il 5% delle famiglie più abbienti detiene quasi il 50% della ricchezza complessiva e il 50% delle famiglie meno abbienti ne detiene solo il 7,4%. Serve una forte redistribuzione degli utili. Ma è evidente che i salari reali cresceranno solo con una forte crescita dell’economia. Il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha ricordato di recente che i salari reali in Italia sono fermi da inizio secolo, a fronte di una crescita del 21% in Germania e del 14% in Francia. La differenza è in gran parte dovuta al divario della crescita dell’economia: il Pil italiano nel periodo considerato è cresciuto solo del 6%, mentre Germania e Francia sono cresciute del 16% più dell’Italia. Va esattamente in questa direzione il Fondo nazionale d’investimento nell’economia reale che la Segretaria generale Cisl ha evidenziato nella relazione introduttiva del Consiglio generale odierno”, ha concluso Colombani.