La Sardegna si ferma per denunciare una crisi che va ben oltre una singola vertenza aziendale.
Questa mattina, davanti alla sede MPS di via Tuveri a Cagliari, decine di lavoratrici e lavoratori provenienti da tutta l’isola hanno partecipato alla manifestazione organizzata in occasione dello sciopero regionale proclamato da First CISL e Fisac CGIL Sardegna.
Una mobilitazione forte, partecipata e simbolicamente molto significativa, alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti sindacali regionali e territoriali e la Segreteria della CISL Cagliari.
Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, tutte le filiali MPS della Sardegna sono rimaste chiuse al pubblico e nessun dipendente avrebbe fatto accesso al lavoro nel corso della giornata di sciopero.
Un’adesione definita “straordinaria”, che conferma la profondità del disagio denunciato da mesi dalle lavoratrici e dai lavoratori della banca.
Ma il punto centrale della protesta non riguarda soltanto gli organici.
Al centro della mobilitazione c’è il futuro stesso della presenza bancaria nei territori e il rischio crescente di desertificazione dei servizi finanziari in Sardegna.
Nei piccoli centri e nelle aree interne, infatti, da anni scompaiono filiali, competenze e presìdi fondamentali, mentre cresce il senso di isolamento di comunità già segnate da spopolamento, difficoltà economiche e riduzione dei servizi essenziali.
Dentro questo scenario si inserisce lo sciopero regionale del Banca Monte dei Paschi di Siena, una mobilitazione che le organizzazioni sindacali definiscono “storica” e che nasce dopo mesi di segnalazioni rimaste senza risposta e dopo un tentativo formale di conciliazione non accolto dalla banca.
I numeri raccontano una situazione sempre più critica:
negli ultimi tre anni MPS Sardegna ha perso 27 lavoratrici e lavoratori senza alcun inserimento compensativo. Oggi gli organici complessivi sono scesi a sole 81 persone, circa il 25% in meno.
A questo si aggiunge un dato considerato particolarmente allarmante: l’età media del personale ha ormai raggiunto i 55 anni e in tutta la rete sarda ci sono appena tre lavoratori sotto i 35 anni.
Secondo First CISL Sardegna, guidata dal Segretario Generale Ettore Erriquez, il problema investe il modello stesso di sviluppo del settore creditizio.
“Lo sciopero regionale di Montepaschi in Sardegna va oltre una singola vertenza”, sottolinea Erriquez.
“Qui è in gioco qualcosa di più grande: il rischio di una vera desertificazione dei servizi bancari, in particolare nei territori periferici. Mentre la tecnologia consentirebbe di distribuire lavoro e competenze, il credito continua a concentrarsi nelle grandi città e nel Nord del Paese. Difendere il lavoro in Sardegna significa difendere anche il diritto dei territori a non essere marginalizzati.”
Nelle filiali sarde, denunciano i sindacati, stanno diventando la normalità carichi di lavoro sempre più pesanti, pressione continua, responsabilità crescenti e difficoltà operative quotidiane.
E quando gli organici vengono ridotti in questo modo, spiegano, a pagare il prezzo non sono soltanto i lavoratori, ma anche cittadini, imprese e territori che vedono progressivamente arretrare servizi essenziali.
A evidenziare le peculiarità del contesto isolano è anche Alessandro Zuddas, responsabile Sardegna First CISL MPS.
“Le enormi distanze tra le filiali MPS in Sardegna rendono uniche le problematiche di organico del nostro territorio rispetto ad altre realtà”, afferma Zuddas.
“Per questo motivo urgono nuove assunzioni e un vero ricambio generazionale.”
Il carattere eccezionale della protesta è sottolineato anche da un dato simbolico:
mai, in Monte dei Paschi di Siena, si era arrivati a uno sciopero regionale di questa portata in Sardegna.
Per i sindacati è il segnale di una situazione ormai non più sostenibile.
“Lo sciopero di oggi non crea il disagio”, ribadiscono le organizzazioni sindacali. “Lo rende visibile.”
E riporta al centro una questione cruciale per il futuro dell’isola:
senza servizi, senza lavoro qualificato e senza una presenza bancaria diffusa nei territori, cresce il rischio di marginalizzazione economica e sociale delle comunità sarde.
Guarda il video: Servizio audio/video della manifestazione
