“Cattolici, democrazia, sviluppo”, alla scuola di Mario Romani, il titolo del seminario organizzato da “Archivio Mario Romani” e “Università Cattolica del Sacro Cuore.
I lavori, coordinati da Andrea Maria Locatelli – Direttore Archivio “Mario Romani” – sono stati introdotti da Antonella Occhino – Preside Facoltà Economia, Università Cattolica del Sacro Cuore – e da Maria Bocci – Direttore Dipartimento “Mario Romani”, Università Cattolica del Sacro Cuore. Le relazioni, discusse da Aldo Carera – Presidente Fondazione Giulio Pastore – e da Gianpiero Funi, – Ordinario Storia economica, Università Cattolica del Sacro Cuore – sono state svolte da Francesco Bonini – Rettore LUMSA e Ordinario di Storia delle istituzioni politiche – e da Claudia Rotondi – Ordinario Storia del pensiero economico, Università Cattolica del Sacro Cuore
Lo sviluppo è la possibilità di progredire continuamente non solo dal punto di vista economico ma anche e soprattutto da quello sociale, civile e culturale. È un processo continuo, contiene già un programma, è una capacità collettiva di stare dentro al cambiamento, orientandolo. Romani mette in risalto il valore del rapporto tra singolo e comunità per lo sviluppo sociale.
Le quattro parole chiave dello sviluppo sono: cambiamento strutturale, programmazione quale metodo per governare le transizioni, formazione quale investimento a priorità altissima e partecipazione, in chiave quasi pedagogica, il cuore della sua idea di sindacato nuovo.
Le sfide sono cambiate ma restano attuali le parole chiave sulle quali costruire lo sviluppo.
Il progresso economico, solido e duraturo, e sociale, attraverso la vivacità dei corpi intermedi, è indispensabile per incivilire il mondo del lavoro. Romani considera la vita economica in continuo movimento, per lui lo sviluppo è fatto di sequenze, non ci sono scorciatoie, la sua programmazione va costituita con tutti gli attori coinvolti, occorre investire nella formazione con continuità, allargando anche alla partecipazione.
Molto intenso il ricordo e ringraziamento del figlio, Marco Romani, che non finisce mai di sorprendersi per l’attualità e l’attenzione alla scuola di pensiero del padre, scomparso 50 anni fa, anche da parte di molti giovani.
“Per conoscere la realtà – sottolinea Andrea Battistini, segretario generale First Cisl Lombardia – la storia è indispensabile. Solo attraverso lo studio della storia economica contemporanea e del pensiero dei suoi protagonisti possiamo riuscire a interpretare correttamente le complessità odierne, le sfide, le transizioni, alla luce anche delle opportunità che queste rappresentano, senza scivolare nella retorica, nel conflitto fine a se stesso, nell’ideologia sterile.”
