La storia ci aiuta a leggere il presente, alla luce di ciò che è stato.
In occasione della mia visita alcuni anni fa ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau con il “Treno della memoria”, e, più recentemente, a Mauthausen, mi sono chiesto come le popolazioni dell’epoca potessero ignorare, nella totale indifferenza, quanto stesse accadendo.
Mi chiedo ancora perché non ci sia stata un’ondata di indignazione e protesta quando persone innocenti, donne, bambini, uomini, anziani, infermi, venivano perseguite e progressivamente private di diritti, libertà, dignità e, infine, della stessa vita.
Le voci spezzate dall’odio e dall’indifferenza di ieri ci chiedono di ascoltare quelle di oggi perché l’odio non cambia volto, cambia solo linguaggio.
Le tante guerre, lo sterminio di gruppi etnici e religiosi, la violenza dilagante e forme di repressione inaccettabili, fino ai recentissimi fatti di Minneapolis dove manifestare a difesa dei più deboli può costare la vita nell’impunità di chi, con tanta violenza, mette in discussione lo stesso stato di diritto.
Mi chiedo in che direzione stiamo andando e se oggi, noi, non reagiamo e ci indigniamo restando compressi nelle nostre pseudo certezze e sicurezze locali, non rischiamo di commettere gli stessi errori di chi, in passato, non si è ribellato.
La dignità umana non è mai definitivamente conquistata, basta poco perché il pregiudizio si trasformi in violenza, perché la paura diventi giustificazione dell’ingiustizia.
La Memoria è una responsabilità.
Ricordare significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte.
La Memoria, se è viva, cammina nelle nostre azioni.
Andrea Battistini
Segretario generale First Cisl Lombardia
Allegato: editoriale Battistini “27 gennaio Giorno della Memoria“
