Stress da lavoro, ne soffre un lavoratore su cinque

È il dato diffuso dalla Società Italiana di Psichiatria in occasione della Giornata mondiale della Salute Mentale, prevista per il 10 ottobre a Milano. Dato rafforzato dalle dichiarazioni della presidente della Commissione Sanità del Senato che ha sottolineato come si tratti di una realtà affrontata ancora poco in Italia sebbene nel nostro Paese siano 6 milioni di lavoratori su 28 – uno su cinque appunto – a soffrire di disturbi legati allo stress da lavoro, con punte più elevate fra le donne. Diverse le cause rilevate, principalmente legate a forti pressioni lavorative, a barriere culturali, a remunerazioni e a clima aziendale difficile.
I bancari non fanno eccezione. Da un’indagine condotta dal Centro per lo studio del disadattamento lavorativo del dipartimento di Medicina del lavoro di Pisa, elaborata su dati 2015/2016, è emerso che su 100 pazienti affetti da patologia da stress 20 lavorano in banca, secondi solo a chi opera nel settore della grande distribuzione.
Una realtà sempre evidenziata dai sindacati, che smentisce di fatto quanto affermano invece i responsabili delle risorse umane nelle banche, ovvero che il bancario non è sottoposto a stress perché le condizioni in cui opera non hanno i presupposti per provocare stato di disagio fisico, né psicologico. Sebbene il lavoro del bancario possa apparire poco disagevole e non troppo stressante, l’esistenza di alcuni fattori, quali il continuo dichiarare dipendenti in esubero nel settore, con piani industriali sempre più aspri, nonché le pressioni sulla vendita di taluni prodotti, la contrazione dei livelli occupazionali, l’aumento dei carichi di lavoro, la “necessità” di rivedere in peggio alcuni istituti della contrattazione di secondo livello, l’omologazione dell’organizzazione del lavoro, che non tiene conto di peculiarità ed esigenze di persone e territorio di riferimento, determinano malessere nei lavoratori.
Ulteriori ricerche rivelano che oltre l’80% dei bancari è afflitto da ansia a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi aziendali, nel timore di subire ritorsioni quali demansionamento o trasferimento. Allo stress provocato da ansia e disagio, talvolta, si somma il timore di fallire il budget, stabilito unilateralmente dall’azienda, senza considerare le situazioni oggettive di riferimento del mercato sottostante. Il timore, poi, di dover vendere prodotti, sempre più standardizzati, che possano determinare insoddisfazione o addirittura danno alla clientela. Un “insieme” – quello delle famose pressioni commerciali che il bancario subisce quotidianamente – che, è dimostrato, influisce in modo devastante sulla vita di una persona. Ma questo è lavorare oggi in banca.

Comunicazione First Cisl Lombardia