Un nuovo importante riconoscimento per Antonio Squizzato, dirigente First Cisl Friuli-Venezia Giulia e campione del mondo 2025 nella classe 2.4mR. Il 14 settembre, alla Farnesina, Squizzato è stato nominato Ambasciatore della Diplomazia dello Sport nell’ambito della terza Giornata dello Sport Italiano nel Mondo, alla presenza del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani.
L’edizione 2026, significativamente intitolata “Italia: Terra d’imprese, Mare d’eccellenze”, ha posto al centro il mare, gli sport acquatici e le filiere produttive ad essi collegate, guardando anche a un appuntamento di straordinaria rilevanza internazionale: l’America’s Cup che si svolgerà a Napoli nel 2027. Sport, dunque, ma anche imprese, innovazione, territori, comunicazione e internazionalizzazione. Un modo per raccontare e promuovere il Sistema Paese attraverso le sue eccellenze e prepararsi a un evento che porterà l’Italia e Napoli al centro dell’attenzione mondiale.
Tra i grandi nomi dello sport italiano a rendere ancora più significativo il riconoscimento è il gruppo nel quale Squizzato è stato chiamato a entrare. Con lui sono stati nominati Ambasciatori atleti come Sara Curtis, Chiara Pellacani, Dariya Derkach, Arianna Bridi, Simone Barlaam, Caterina Banti, Alessandra Sensini, Massimiliano Rosolinoe Marta Maggetti, insieme a Luna Rossa, rappresentata dall’amministratore delegato Max Sirena, e alla Nazionale femminile paralimpica di sitting volley. Campioni provenienti da discipline e generazioni diverse, protagonisti di successi mondiali, olimpici e paralimpici, accomunati dalla capacità di rappresentare attraverso lo sport un’immagine dell’Italia fatta di talento, impegno ed eccellenza. Essere chiamato a rappresentare il Paese accanto a nomi di questo livello dà la misura del valore attribuito al percorso di Squizzato. Un riconoscimento che non riguarda soltanto ciò che Antonio ha conquistato in acqua, ma anche ciò che la sua storia sportiva rappresenta: inclusione, capacità di adattamento, tenacia e superamento delle barriere.
Dal mondiale al Quirinale, fino alla Farnesina La nomina arriva dopo una stagione straordinaria. Nell’ottobre 2025, nelle acque del Lago di Garda, Squizzato aveva conquistato il titolo mondiale all’Inclusive World Championship 2.4mR di Malcesine, imponendosi nel ranking NOD e conquistando contemporaneamente il titolo nella categoria NOD Para. Dieci prove, 56 concorrenti provenienti da 17nazioni e un unico campo di regata nel quale atleti Open e Para si sono confrontati insieme. Un risultato arrivato a 51 anni, nonostante una preparazione condizionata da difficoltà fisiche e personali e dalla necessità di gareggiare con materiale nuovo non sufficientemente testato.
A gennaio 2026 era arrivato poi il Quirinale, insieme agli atleti paralimpici italiani vincitori dell’oro mondiale. Un momento che Antonio aveva raccontato attraverso parole come sacrificio, fatica, obiettivi, sogni, cadute e ripartenze, sottolineando l’emozione e la responsabilità di avere onorato la bandiera indossata sulla divisa della Nazionale.
La Farnesina aggiunge ora qualcosa di diverso: dopo avere gareggiato per l’Italia, Squizzato viene chiamato a rappresentarne nel mondo i valori attraverso lo sport. Squizzato: «Il cambiamento non va aspettato, bisogna prepararsi» Ma della giornata alla Farnesina Antonio porta con sé soprattutto ciò che ha ascoltato. «Mi ha colpito – racconta Squizzato – come persone provenienti da mondi apparentemente diversi abbiano finito per parlare la stessa lingua. Dal Ministro Tajani al presidente di ICE Matteo Zoppas, fino ai rappresentanti delle imprese e delle associazioni produttive, sono tornate continuamente parole come immagine, evoluzione, cambiamento, comunicazione e futuro. Ma soprattutto è emersa la necessità di fare squadra».
Una riflessione che per Squizzato non riguarda soltanto lo sport. «I rappresentanti delle imprese hanno parlato di numeri e di iniziative concrete. La sensazione molto chiara è che si stiano preparando ai cambiamenti, cercando di anticiparli anziché aspettare che arrivino. È un messaggio che mi sono portato a casa perché riguarda anche il nostro lavoro e l’attività sindacale che ciascuno di noi rappresenta ogni giorno». Da qui una considerazione che nasce inevitabilmente dalla sua esperienza di velista. «In mare non puoi chiedere al vento di soffiare nella direzione che preferisci. Devi osservarlo, capirlo e decidere cosa fare. Lo stesso vale per la corrente. Non controlliamo le condizioni, ma possiamo prepararci e scegliere come affrontarle. Credo che nella vita, nel lavoro e nel sindacato accada qualcosa di molto simile». E c’è poi il valore della squadra. «Anche quando gareggi da solo, dietro un risultato non sei mai veramente solo. Ci sono preparazione, confronto, persone che ti sostengono, competenze diverse che si incontrano. Alla Farnesina ho ritrovato molto questo concetto: per affrontare trasformazioni importanti bisogna essere capaci di stare insieme, comunicare e costruire una direzione comune».
Manco: «È la navigazione di cui abbiamo parlato al Congresso» Le parole di Squizzato trovano un punto di contatto particolarmente forte con la visione che Gennaro Manco, Segretario generale First Cisl Friuli-Venezia Giulia, aveva affidato alla relazione del Congresso regionale del 2025. Una relazione costruita proprio intorno alla metafora del mare e della navigazione e alla necessità di fare il “punto nave”: sapere da dove si è partiti, comprendere dove ci si trova e decidere dove si vuole arrivare. «Ascoltando le riflessioni di Antonio sulla Farnesina – sottolinea Manco – ho ritrovato molti dei concetti sui quali avevamo costruito la nostra relazione congressuale. Avevamo scelto la navigazione come metafora dell’azione sindacale perché una nave deve conoscere la propria posizione, avere una destinazione e prepararsi al mare che incontrerà. Un sindacato deve fare esattamente lo stesso».
Nel Congresso First Cisl Fvg era stata rappresentata come una nave appartenente alla più grande flotta della Cisl, ma il punto centrale della metafora era soprattutto l’equipaggio. «Possiamo avere una nave moderna e strumenti tecnologicamente avanzati, ma senza persone preparate, motivate e capaci di fidarsi reciprocamente non si affrontano le grandi traversate. Lo dicevamo allora e ciò che Antonio ha ascoltato alla Farnesina lo conferma: il futuro si affronta facendo squadra». La relazione congressuale sottolineava infatti come un equipaggio capace e motivato possa condurre a destinazione anche un’imbarcazione con qualche difficoltà e come, oltre a chi tiene il timone, servano coesione, determinazione, fiducia reciproca e la capacità di mettere i talenti individuali al servizio del gruppo. Leggere il vento prima che cambi il parallelismo con l’attività sindacale diventa ancora più evidente guardando alle trasformazioni del mondo del lavoro. Intelligenza artificiale, digitalizzazione, desertificazione bancaria, transizione ecologica, nuove professionalità, nuovi modelli organizzativi e cambiamenti nelle relazioni industriali rappresentano alcune delle acque nelle quali il sindacato è già chiamato a navigare. Sono, non a caso, alcune delle “acque” e delle “sirene” che la relazione congressuale indicava come sfide della navigazione futura, ponendo come obiettivo la preparazione della nave e dell’equipaggio.
«Il messaggio che arriva dalla Farnesina – prosegue Manco – è importante anche per noi. Non possiamo limitarci ad aspettare il cambiamento per poi provare a gestirne le conseguenze. Dobbiamo cercare di leggerlo prima, comprenderlo e prepararci. Questo significa formazione, competenza, capacità di comunicare e soprattutto disponibilità a mettere in discussione rotte che magari hanno funzionato ieri ma che domani potrebbero non essere più quelle giuste». Per Manco è qui che la metafora di Squizzato diventa pienamente sindacale: «Il cambiamento, come il vento, non possiamo fermarlo. Possiamo però imparare a leggerlo. Possiamo subirlo oppure utilizzarlo per avanzare. Il compito del sindacato è farlo mettendo sempre al centro le persone, perché governare una trasformazione significa accompagnare lavoratrici e lavoratori e fare in modo che nessuno venga lasciato indietro». Un concetto già espresso nella relazione congressuale: essere responsabili oggi significa “saper leggere il futuro, accompagnare il cambiamento e garantire che nessuno venga lasciato indietro”. La forza dell’equipaggio Sport e sindacato finiscono così per incontrarsi su un terreno comune. Preparazione, responsabilità, formazione, capacità di decidere, adattamento, inclusione, fiducia e gioco di squadra. Non è un caso che nella relazione congressuale First Cisl Fvg avesse già parlato della necessità di “fare squadra, fare equipaggio”, di «remare tutti nella stessa direzione», consapevoli di essere «tutti sulla stessa barca». «È forse questo – conclude Manco – il significato più bello che possiamo attribuire alla nomina di Antonio. Siamo orgogliosi del campione del mondo, naturalmente. Ma siamo altrettanto orgogliosi che tra atleti di straordinario valore chiamati a rappresentare l’Italia ci sia un nostro dirigente sindacale, una persona che porta con sé anche l’esperienza quotidiana del lavoro e della rappresentanza».
Da Pordenone al titolo mondiale sul Garda, dal Quirinale alla Farnesina e ora verso una nuova responsabilità internazionale, il percorso di Squizzato racconta dunque qualcosa che va oltre i risultati sportivi. Racconta che prepararsi conta. Che adattarsi non significa rinunciare ai propri obiettivi. Che l’inclusione può convivere con l’eccellenza. E che i risultati individuali diventano ancora più importanti quando contribuiscono a costruire qualcosa di collettivo. «Non basta conoscere il vento – conclude Manco –. Bisogna avere una rotta, preparare l’equipaggio e avere il coraggio di prendere il largo. Il vento può essere lo stesso per tutti: la differenza la fanno le scelte e la capacità di percorrere quella rotta insieme. Buon vento, Antonio, per questa nuova e prestigiosa navigazione».
