Pignola (PZ) – Si è tenuto presso il Giubileo Hotel di Pignola il Consiglio Generale della Cisl Basilicata, alla presenza del Segretario Generale Confederale Andrea Cuccello. Un’assise che ha offerto l’occasione per una riflessione articolata sulle sfide economiche e sociali del territorio lucano, nel quadro di una congiuntura internazionale segnata da crescenti instabilità. Ad aprire i lavori è stata l’ampia e dettagliata relazione del segretario Cavallo a cui hanno poi fatto seguito gli interventi dei segretari delle principali federazioni. Poco prima della chiusura dei lavori si è registrato l’accorato contributo alla riflessione del Segretario Generale di First Cisl Basilicata, il cui intervento ha toccato i nodi strutturali che condizionano lo sviluppo della regione, inquadrandoli in una cornice geopolitica ed economica più ampia.
Pierluigi Buccino ha richiamato l’attenzione sulla complessità dello scenario internazionale — guerre, frammentazione dei mercati, ritorno del protezionismo — e sui suoi riflessi sull’economia europea, citando la recente revisione al ribasso del PIL dell’Unione per il 2026, sceso dal previsto 1,9% allo 0,9%. L’Italia, ha osservato, sconta fragilità ulteriori: il peso del debito pubblico e, soprattutto, l’assenza di una visione industriale nazionale di lungo periodo capace di individuare filiere strategiche, infrastrutture prioritarie e competenze da sviluppare.
Sul piano locale, il segretario ha descritto una Basilicata alle prese con una vera emergenza demografica: denatalità, invecchiamento della popolazione ed emigrazione giovanile stanno erodendo il capitale umano e il tessuto produttivo regionale.
A fronte di ciò, Buccino ha denunciato l’assenza di politiche straordinarie adeguate alla profondità della crisi, ribadendo la richiesta di apertura di un tavolo strategico regionale sui temi dello sviluppo, del lavoro, delle infrastrutture, della sanità e della transizione energetica.
Particolare rilievo ha assunto nel suo intervento il tema della desertificazione bancaria. La progressiva chiusura degli sportelli nei piccoli comuni e nelle aree interne non è stata letta come semplice razionalizzazione organizzativa, ma come un problema economico, sociale e democratico. Venire meno di un presidio bancario significa, secondo Buccino, interrompere un punto di riferimento per famiglie, anziani e imprese locali, indebolire il credito alle piccole attività e accelerare lo spopolamento. Il fenomeno investe direttamente anche i lavoratori del settore: ristrutturazioni, chiusure di filiali ed esodi incentivati stanno riducendo gli organici senza un adeguato ricambio occupazionale.
Il segretario ha poi richiamato la proposta della Segretaria Generale Cisl Daniela Fumarola per un “Patto della Responsabilità Sociale”, fondato su rinnovo contrattuale, difesa del potere d’acquisto, fiscalità equa e partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese. Ha inoltre citato il progetto Finer — Fondo di Investimenti nell’Economia Reale — rilanciato congiuntamente dal Segretario Generale di First Cisl Riccardo Colombani. L’intervento si è chiuso con una sottolineatura identitaria: la CISL come sindacato autonomo e riformista, capace di costruire soluzioni senza alimentare conflitti, e impegnato a indicare una prospettiva concreta per una regione che, più che di slogan, ha bisogno di visione.
Qui i dati sulla desertificazione bancaria in Basilicata (dati al 31 marzo 2026)
Qui tutti i dati sulla desertificazione bancaria in Italia

