Futuro Attuale: il nuovo arbitro previdenziale

È on-line il nuovo numero di Futuro Attuale, il periodico di First Cisl che approfondisce i temi della previdenza complementare e del welfare. Di seguito, un quadro sintetico dei contenuti del numero di marzo 2026:


Il nuovo arbitro previdenziale

Il recente decreto Piano nazionale ripresa resilienza (Pnrr) introduce nel sistema di previdenza complementare italiano un organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie, come in Banca d’Italia, in Consob e in Ivass, dove sono rispettivamente in essere l’Abf (Arbitro bancario e finanziario), l’Acf (Arbitro per le controversie finanziarie) nonché l’Aas (Arbitro assicurativo).

L’obiettivo è permettere agli iscritti di risolvere eventuali controversie con i fondi pensione in modo rapido ed economico, senza ricorrere all’assistenza legale.

 

Il divario di genere nella previdenza complementare
È stato presentato il terzo Rendiconto di genere del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps, che contiene dati significativi sulla presenza delle donne nel mercato del lavoro e nei percorsi di istruzione, sui livelli retributivi e pensionistici e sugli strumenti di sostegno al lavoro di cura.

Il documento evidenzia come, nonostante le donne rappresentino il 51,1% della popolazione, persistano forti disuguaglianze nel mercato del lavoro. Il tasso di occupazione femminile è significativamente inferiore a quello maschile (53,3% contro 71,1%) e le donne sono meno presenti nei contratti stabili e nei ruoli apicali. Le disuguaglianze si riflettono anche sul piano previdenziale e sociale.

 

La nuova fiscalità della previdenza complementare
La Legge di bilancio introduce alcune novità fiscali nella previdenza complementare, a partire dall’aumento del limite di deducibilità dei contributi, che dal 2026 passa da 5.164,57 a 5.300 euro annui. Nel limite rientrano i contributi di lavoratore e datore di lavoro, mentre resta escluso il Tfr. Sono deducibili anche i contributi per familiari a carico e quelli non dedotti devono essere comunicati al fondo per evitare la tassazione futura.

Sul piano della tassazione, i rendimenti dei fondi pensione restano agevolati rispetto ad altre forme di risparmio: al 12,5% per i titoli di Stato e al 20% per gli altri investimenti. Le prestazioni finali, erogate in rendita o capitale, sono tassate con un’aliquota base del 15%, riducibile fino al 9% in base agli anni di partecipazione.

 

I dati della previdenza complementare
I dati Covip mostrano una crescita della previdenza complementare: a fine 2025 le posizioni raggiungono 11,7 milioni, corrispondenti a 10,4 milioni di iscritti. L’aumento riguarda tutte le tipologie di fondi, in particolare quelli negoziali, trainati soprattutto dal settore pubblico e da quello edile, oltre che dal commercio e dai metalmeccanici. Crescono anche i fondi aperti e i Pip.

Nel 2025 i contributi raccolti ammontano a 17,4 miliardi di euro, mentre le risorse complessive destinate alle prestazioni raggiungono 261,2 miliardi, grazie sia ai versamenti sia ai risultati degli investimenti.

Leggi i dettagli nel nuovo numero di Futuro Attuale!

 


Futuro Attuale n. 44 – marzo 2026

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