First Cisl Mps: i numeri del Monte dei Paschi sono chiari, ora servono scelte altrettanto chiare

I dati del primo semestre 2026 parlano da soli: oltre 1,1 miliardi di utile netto, + 25,3% sull’anno precedente, Cet1 al 16,3%. Non sono solo numeri su un foglio; sono la prova che il Monte è tornato a correre.

Dieci anni fa si parlava di sopravvivenza, oggi si parla di crescita. In mezzo ci sono stati tagli, riorganizzazioni, incertezza, sacrifici. Chi lavora in Mps ha costruito questi risultati giorno per giorno, spesso nel silenzio e senza certezze. Se oggi la banca è tornata forte, il merito è soprattutto loro.

Proprio per questo, oggi, il futuro di Mps non può più essere deciso “per necessità”. Una banca in difficoltà accetta quello che il mercato le offre; una banca solida come questa può scegliere. E deve scegliere bene.

Perché non siamo contro le aggregazioni

First Cisl Mps non dice no a priori a fusioni o acquisizioni. Sarebbe un errore e non sarebbe onesto. Nella storia bancaria ci sono state operazioni che hanno rafforzato le banche coinvolte, protetto il lavoro e migliorato i servizi ai territori. Quando un’operazione fa crescere tutti i soggetti coinvolti va valutata con serietà, non respinta per principio.

Perché diciamo no a certe operazioni

Il problema nasce quando un’operazione si regge non sulla crescita, ma sulla disgregazione. Quando il “valore” promesso al mercato si ottiene tagliando filiali, disperdendo la rete commerciale, svuotando la Direzione generale, cancellando cinque secoli di storia, in quei casi non si crea ricchezza: si distribuisce quella già esistente, a spese di chi lavora e dei territori che la banca serve ogni giorno. Non è consolidamento; è smembramento travestito da sinergia.

I punti fermi di First Cisl Monte dei Paschi di Siena

•⁠  L’unità di un gruppo che l’operazione con Mediobanca ha reso più grande e capace di servire al meglio la clientela: rete, Direzione generale, marchio, competenze complementari, sono un patrimonio unico, non pezzi separabili.

•⁠  ⁠Il lavoro non si taglia per far quadrare i conti di qualcun altro. Le sinergie non possono avere un solo prezzo: quello pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori.

•⁠  I territori non sono un dettaglio: famiglie e imprese che ogni giorno si affidano a Mps hanno diritto a una banca vicina, non a nuove chiusure di sportelli.

Chi ha attraversato gli anni difficili del risanamento ha diritto a raccogliere anche i frutti della ripresa, non a pagarne il conto due volte. Per questo continueremo a seguire ogni sviluppo con attenzione, senza pregiudizi, ma anche senza sconti. Valuteremo ogni proposta guardando a un solo criterio: se rafforza davvero il Monte dei Paschi, chi ci lavora e i territori che rappresenta, oppure se li indebolisce in cambio di un vantaggio immediato per pochi.


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