Si riporta dal sito di First Cisl Crédit Agricole Italia il comunicato relativo all’estensione del modello Cashless:
Cashless: nonostante tutto… avanti tutta
Nonostante le criticità segnalate sin dal suo esordio, il progetto Cashless procede a ritmo serrato, con l’annuncio dell’estensione del modello ad ulteriori 188 filiali entro aprile, con il quale la chiusura delle casse raggiungerà il 40% della rete.
A distanza di un anno dall’avvio del progetto pilota nella Direzione regionale Milano Lombardia Sud, con problemi tuttora irrisolti, nonostante il costante lavoro della Commissione Odl e del tavolo sindacale, il gruppo procede spedito verso i propri obiettivi.
Le ripetute denunce sindacali hanno trovato finora poche risposte dall’azienda rispetto a un modello che ha impattato sui carichi di lavoro in maniera rilevante, generando incertezze e problematiche su svariati ambiti, dalla sicurezza, ai tempi e modi di quadratura degli Atm, oltre a diversi aspetti operativi che richiedono indicazioni normative aggiornate.
La chiusura delle casse ha determinato lo slittamento dell’operatività dei gestori alla clientela sui Gestori Family comprimendone il tempo commerciale, con effetti concreti sui risultati richiesti dall’azienda. È una dinamica che continua ad essere sottovalutata al pari degli impatti sulla clientela, che alla desertificazione degli sportelli, aggiunge quella delle casse. Il probabile impatto in termini di chiusure di rapporti o calo di gradimento dei vari indici non dovrà essere imputato ai lavoratori, i quali – con grande senso del dovere e professionalità – stanno già sopperendo alle carenze di organico e all’aumento dei carichi di lavoro. Scaricare su di loro le conseguenze di scelte strategiche sarebbe ingiusto oltre che improprio.
I processi tecnologici, che avrebbero dovuto accompagnare questo cambio di modello, sono ancora in ritardo e rincorrono l’urgenza dell’operatività quotidiana le cui falle restano a carico delle filiali coinvolte. La dematerializzazione delle cambiali, più volte annunciata come imminente, resta un obiettivo di fine anno.
Nonostante tutto, si procede ugualmente con i motori al massimo della potenza, confidando sulla capacità dei lavoratori di sopperire alle criticità, in attesa delle soluzioni.
Una visione della realtà piuttosto distorta dove si lancia il treno alla massima velocità, prima di aver progettato i freni e collaudato i binari.
A volte rallentare o aggiustare in corso i progetti non dovrebbe essere considerato un fallimento da parte aziendale, ma una presa di responsabilità necessaria a raggiungere meglio l’obiettivo prefissato.
Qui l’elenco delle filiali interessate
Il sito di First Cisl Crédit Agricole Italia

