Utili record delle banche, Colombani su Affari e Finanza: necessaria una forte redistribuzione a lavoratrici e lavoratori, sbagliato tagliare l’occupazione

I principali gruppi bancari italiani chiudono il 2025 con utili record, ma continuano a ridurre occupazione e sportelli. È questo il paradosso che emerge dall’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, ripresa da Affari & Finanza, il settimanale economico de la Repubblica con l’articolo firmato da Andrea Greco dal titolo “Super utili per le banche ma ora serve nuova crescita”.

Secondo i dati aggregati relativi ai cinque maggiori gruppi – Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Bper e Mps – nel 2025 l’utile netto complessivo ha raggiunto 27,8 miliardi di euro, in crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente. Una performance che porta la redditività media (Roe) al 14,7%, superiore di circa un punto percentuale alla media delle principali banche europee.

Nel suo articolo Greco sottolinea come l’analisi di First Cisl abbia “reso omogenei i perimetri, comprendendo i dati di Mediobanca (ora Gruppo Mps) e di Popolare di Sondrio (ora Bper) nei periodi ante-integrazione del 2025, e i risultati economici e patrimoniali dei due gruppi a fine 2024”.

Commissioni in crescita, margini difesi nonostante il calo dei tassi

Il rallentamento del margine di interesse, legato alla discesa dei tassi della Bce (- 5,1%, oltre 2 miliardi in meno), è stato più che compensato dalla crescita delle commissioni nette, salite del 6% (+ 1,5 miliardi), dai ricavi assicurativi (+ 17%) e dagli altri proventi operativi (+ 15,6%). Nel complesso, i proventi operativi restano stabili (+ 0,3%), confermando la solidità dei modelli di business.

Le commissioni rappresentano ormai il 39% dei proventi operativi, una quota nettamente superiore alla media europea, ferma al 27%, segno di un settore sempre più orientato ai servizi e alla gestione del risparmio.

Costi in calo, ma a discapito di occupazione e territorio

Sul fronte dei costi, l’analisi evidenzia un’ulteriore riduzione del costo del lavoro (- 0,4%), che contribuisce a portare il rapporto costi/ricavi al 42%, ben al di sotto di quello delle principali banche europee. Anche il costo del credito si colloca su livelli minimi storici, con sofferenze pari all’1,2% dell’attivo totale, uno dei livelli più bassi in Europa. Questa dinamica si accompagna a un dato fortemente critico: nel solo 2025 i cinque gruppi hanno ridotto l’organico di 8.192 lavoratrici e lavoratori (- 3,5%) e chiuso 331 sportelli.

Colombani: “Serve una forte redistribuzione dei risultati a lavoratrici e lavoratori. Grave errore ridurre il personale”

Di fronte a risultati economici di questa portata, il Segretario generale nazionale First Cisl, Riccardo Colombani, sottolinea con chiarezza sulle pagine di Affari & Finanza: «È un grosso errore ridurre il personale, il cui costo è appena un quarto dei proventi operativi, viste anche le previsioni di ulteriori rialzi dei ricavi». E chiede, a pochi mesi dal rinnovo del contratto nazionale di categoria, «una forte redistribuzione degli eclatanti utili a lavoratrici e lavoratori, perché è impensabile e ingiusto che i benefici economici riguardino solo gli azionisti».


Leggi l’analisi sui bilanci delle banche big 5 al 31 dicembre 2025 con il commento del Segretario generale nazionale, Riccardo Colombani