Il Piemonte non sfugge all’avanzata della desertificazione bancaria: il nuovo report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria certifica che 669mila persone e 47mila imprese non hanno più alcun sportello bancario disponibile nei luoghi di residenza.
Ansa rilancia il tema titolando “Banche in fuga dal Piemonte, allarme della First Cisl. Appello del sindacato: ‘fermate le chiusure degli sportelli nei territori’”. Per Tgr Piemonte “Sempre meno sportelli bancari in Piemonte: in dieci anni un terzo ha chiuso”. “Colpisce soprattutto gli anziani – fa notare nel suo servizio la giornalista Simona Marchetti – privi della possibilità di operare allo sportello, molti non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie. Restano gli sportelli bancomat, ma la comunità si sente abbandonata, privata di un servizio: avanza la desertificazione bancaria in Piemonte”. Il Corriere della Sera, nell’edizione torinese, titola “Banche in fuga dal Piemonte, 669mila persone senza sportelli”. Anche per Agenzia Nova “Piemonte banche in fuga, dal 2015 ad oggi metà dei cittadini privati degli sportelli”. Il giornalista Enzo Serra, firmando il suo articolo sul Giornale La Voce, rimarca l’incremento della desertificazione bancaria dando voce alla richiesta d’intervento lanciata da First Cisl Piemonte. Anche News Novara e Ossola News raccolgono il grido d’allarme cislino titolando che la desertificazione è una “Preoccupante realtà che coinvolge metà del Piemonte”.
Nel suo articolo pubblicato da Torino Cronaca, il giornalista Andrea Monticone sottolinea come il ritiro delle più importanti banche italiane stia avendo effetti deleteri sui territori una volta serviti. “La contrazione non risparmia i colossi – scrive – Dal 2015, nei comuni piemontesi oggi completamente scoperti, Intesa Sanpaolo ha chiuso 77 filiali e Unicredit 41. È il segno di una strategia industriale che ha sì puntato sulla digitalizzazione, ma anche sull’efficientamento dei costi d’esercizio. Filiali che si accorpano, che diventano sportelli, sportelli che chiudono (…) La ritirata dei big lascia però spazio alle banche ‘di territorio’. Non per niente, nei centri dove è rimasto un solo sportello, la maggior parte è marchiata Banca d’Asti. E sul territorio aumenta la presenza degli istituti di credito cooperativo, realtà più orientate sul mercato del risparmio che sulla finanza speculativa”. Anche per Alessandria Oggi “Banche in fuga dal Piemonte: l’allarme della First Cisl”.
Sui vari organi di stampa Luca Caretti e Luca Mellano, rispettivamente Segretario generale Cisl Piemonte e Segretario generale First Cisl Piemonte dichiarano: “I numeri parlano chiaro: la desertificazione bancaria non è un rischio, ma una preoccupante realtà, che coinvolge ormai oltre la metà della regione. Non parliamo solo di statistiche, ma di cittadini e imprese che si ritrovano isolati, senza nessuno a cui rivolgersi per gestire i risparmi o chiedere un finanziamento”. Mellano e Caretti lanciano un “appello alla responsabilità” rivolto a istituzioni e direzioni bancarie: “Serve un confronto urgente – concludono Caretti e Mellano – per fermare le chiusure ed evitare che il ‘Sistema Piemonte’ si sgretoli per mancanza di ossigeno finanziario”.
Per il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani “le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose”.
Qui il 15° report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl aggiornato al 31 dicembre 2025
Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba
Qui i dati sulla desertificazione bancaria in Piemonte

