Intelligenza artificiale, Colombani: le banche italiane hanno investito poco, servono soluzioni condivise per gestire il cambiamento strutturale

“L’intelligenza artificiale rappresenta una sfida per il lavoro. L’obiettivo resta quello definito da Giovanni Gronchi durante i lavori dell’assemblea costituente: assicurare la preminenza del lavoro. La traccia da seguire è l’articolo 46 della Costituzione e la Cisl lo ha fatto promuovendo la legge sulla partecipazione approvata dal Parlamento nel maggio scorso, uno strumento indispensabile per risolvere i problemi sempre più complessi che emergono in un’economia attraversata dalla rivoluzione tecnologica e da enormi disuguaglianze. Nei comparti che rappresentiamo ci siamo mossi per tempo. Già con il rinnovo del contratto nazionale Abi del 2019 abbiamo istituito un Comitato bilaterale paritetico con funzioni di cabina di regia, chiamato a valutare l’impatto delle nuove tecnologie per individuare soluzioni condivise. In altri termini, un luogo dinamico della contrattazione collettiva nazionale”. Lo ha dichiarato il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani nel corso del convegno “IA, è davvero intelligenza?”.

“Nel 2023, con l’ultimo rinnovo del contratto Abi, quella norma è stata rivista e la Cabina di regia rafforzata, con l’obiettivo di garantire al contempo l’evoluzione del settore e le tutele necessarie a lavoratrici e lavoratori. Purtroppo nelle trattative in corso proprio all’interno della Cabina di regia riscontriamo poca disponibilità a descrivere in dettaglio i diversi modelli organizzativi, la cui conoscenza è tuttavia basilare – ha proseguito Colombani – per trovare soluzioni omogenee a livello nazionale. Soluzioni che, è bene chiarirlo, non possono riguardare solo le persone che si occupano di IT, dal momento che l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale è trasversale a tutti i processi d’impresa, essendo evidente che l’IA può riconfigurare l’intero assetto organizzativo. Così come è basilare affermare congiuntamente la complementarietà dell’IA e la tutela delle persone riguardo al fenomeno invasivo della datificazione. Su tutti questi aspetti, attendiamo risposte concrete a partire dall’incontro in programma il 16 marzo. La definizione di soluzioni condivise sul tema dell’intelligenza artificiale si accompagna a quello della redistribuzione del valore, che sarà al centro della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale che stiamo elaborando insieme alle altre organizzazione sindacali”.

“L’intelligenza artificiale ha già prodotto un cambiamento enorme sui mercati finanziari. La capitalizzazione delle ‘magnifiche sette’ (Apple, Google, Microsoft, Amazon, Nvidia, Meta, Tesla) – ha sottolineato – ieri era oltre 20mila miliardi di dollari. Un ammontare enorme che evidentemente condiziona l’asset allocation globale. Non a caso circa 300 miliardi di risparmi annui degli europei volano negli Usa ogni anno e finiscono in buona parte proprio alle magnifiche sette”.

“Le banche italiane finora hanno investito molto poco sulle nuove tecnologie. Lo dicono i dati della Cipa, la Convenzione interbancaria per l’automazione, secondo cui nel 2024 sono stati investiti solo 2,1 miliardi di euro. Del resto Intesa Sanpaolo, dal ’22 sino ad oggi ha realizzato investimenti per 5,6 miliardi di euro e ne ha annunciati 4,6 per il nuovo piano d’impresa. Insomma 10,2 miliardi in otto anni, poco più delle commissioni nette incassate nel 2025, pari a quasi 10 miliardi di euro. Significa che c’è molto da fare ancora. Ma il processo d’investimento va condiviso per assicurare la preminenza del lavoro. Tra i tanti studi sulla materia, ha colpito molto un’analisi recente della Citrini Research che paventa una forte crisi che passerebbe dalla sostituzione del lavoro, dovuta all’aumento della produttività per l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale. Anziché redistribuire la produttività ai lavoratori, secondo lo studio, la ricerca determinerebbe la sostituzione progressiva del lavoro. Al contrario, per noi, l’intelligenza artificiale non solo non potrà mai essere sostitutiva, ma sempre al servizio del lavoro che dovrà essere sempre adeguatamente retribuito”, ha concluso Colombani.