Si è svolto ieri, 18 marzo 2026, presso il Ministero del Lavoro, un importante incontro sollecitato dalla Cisl, volto a individuare una soluzione amministrativa condivisa per le lavoratrici e i lavoratori sottoscrittori di accordi di esodo.
Erano presenti alla riunione, oltre ai rappresentanti del Ministro del Lavoro, il capo dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, la direttrice della direzione generale preposta alle politiche previdenziali, il direttore centrale pensioni dell’Inps e il capo dell’ufficio legislativo del ministero. Hanno partecipato all’incontro, oltre alle organizzazioni sindacali, anche le parti datoriali insieme ad Abi, Ania e Federcasse.
Come è noto, si tratta di un tema particolarmente delicato poiché il meccanismo della speranza di vita (+1 mese nel 2027, fino a +3 mesi nel 2028 per il conseguimento dei requisiti pensionistici), inserita nella recente legge di bilancio, incide direttamente sui predetti accordi, disallineando la data di pensionamento dalla scadenza già prevista.
In tal senso la Cisl è stata protagonista nel chiedere e nel proporre, come già fatto nel passato, correttivi per non generare nocumento alle lavoratrici e ai lavoratori.
Fermo restando che gli accordi contengono la clausola per cui in caso di modifiche legislative non debbano esserci ricadute per lavoratrici e lavoratori, si pone oggi il problema concreto di evitare un eventuale “vuoto” di copertura (né stipendio né pensione) alla fine del percorso, e soprattutto di dare una risposta in tempi brevi alle lavoratrici e ai lavoratori a cui è stata respinta dall’Inps la domanda di esodo e che sono già oggi in tale situazione.
Si è ipotizzato di procedere secondo le indicazioni dell’articolo 4 comma 1 della legge n. 92/2012 (legge Fornero) che consente l’accompagnamento in quiescenza “fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento”.
La soluzione ci ha visto d’accordo, dal momento che la Cisl prospettava da tempo una soluzione analoga per i circa 4.900 lavoratori e lavoratrici interessati dalla problematica anche in altri settori merceologici e non soltanto nel settore creditizio/assicurativo (il dato è stato fornito dall’Inps al tavolo di confronto).
La Cisl nel suo intervento ha invitato a monitorare con attenzione tutte le categorie coinvolte dai processi di esodo affinché venga trovata una soluzione che dovrà tenere conto del ruolo attivo delle imprese coinvolte, oltre che dell’eventuale impiego della finanza pubblica.
Il percorso individuato, oltre a preservare l’affidamento circa il rispetto degli accordi sottoscritti, diventa utile strumento per evitare possibili contenziosi.
A questo punto occorrerà verificare come la soluzione prospettata verrà tradotta nella circolare applicativa, rispetto alla quale l’Inps ha ricevuto mandato.
Il Ministero ha chiarito, in chiusura, che trattasi di “misura tampone” volta ad evitare effetti indesiderati su accordi già perfezionati, e non è da intendere come in modifica delle norme vigenti.
First Cisl monitorerà per il settore l’andamento del processo e il buon esito delle misure annunciate a tutela di tutte le persone coinvolte, tenendovi informati sugli sviluppi futuri.
Roma, 19 marzo 2026
FIRST CISL
Settore Esofirst
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