Banche che chiudono, ricorso sostenuto al credito al consumo, timore per metà dei siciliani di non riuscire a fronteggiare le spese della vita quotidiana con le proprie entrate. First Cisl Sicilia rilancia i temi che incrociano desertificazione bancaria, finanziamenti personali, risparmio delle famiglie. La stampa regionale riprende gli argomenti, dedicandovi ampio spazio.
“First Cisl Sicilia: necessarie misure contro la desertificazione bancaria” titola Blog Sicilia, che viene ripreso da Mondo Palermo. Per La Nazione Siciliana: “Sicilia: desertificazione bancaria e addio ai risparmi. L’analisi First Cisl accende un faro su una crisi che non è solo finanziaria”. Libertà Sicilia rimarca: “Sicilia. Famiglie più fragili e banche in ritirata, cresce l’allarme economico nell’Isola”. Il Corriere di Sciacca definisce “impietosa l’analisi di First Cisl” evidenziando che “le banche sono ancora in ritirata”. Dedalo Multimedia sottolinea: “Risparmio in affanno e banche in fuga: l’allarme Sicilia”. Il Caffè Quotidiano.it scrive: “Il 2026 mette a dura prova servizi e risparmio, crescono i finanziamenti personali in Sicilia e il rischio usura”. Freepressonline titola “Sicilia, banche in crisi: cresce il ricorso ai prestiti”. Alquanto articolata l’impostazione del Corriere di Ragusa: “In Sicilia banche ancora in ritirata, maggiore ricorso ai finanziamenti personali e timore crescente di non poter fronteggiare le spese della vita quotidiana”. Accomunate dalla stessa titolazione Sicilia Oggi Notizie, SiciliaTv, Agrigento Oggi, il Fatto Nisseno, Enna Live, Enna Press, Madonie e Dintorni e il Blog della giornalista Anna Rita Di Leo che scrivono: “Il 2026 mette a dura prova servizi e risparmio”, la cui quota rimane marginale. Come certifica l’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl: dal dicembre 2012 al giugno 2025 la ricchezza complessiva delle famiglie italiane è cresciuta del 20,6% contro il 45,1% della Francia e il 108,2% della Germania. Considerata l’inflazione, nello stesso periodo si registra tuttavia un calo reale del 2%. “Italiani, popolo di risparmiatori” è un mito tramontato: il tasso di risparmio lordo è più basso della media dell’area euro nonché nettamente inferiore a quello delle principali economie continentali. Questo il quadro che l’economia privata restituisce alla fine del 2025. Un mix di fattori che nella nostra regione desta preoccupazione e richiede grande attenzione da parte delle istituzioni.
“La desertificazione marcia a passo serrato chiudendo sportelli o accorpandoli. Ciò – evidenzia il Segretario generale First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti – a famiglie e imprese crea problemi di fruizione dei servizi bancari, che, ricordo, nel periodo del Covid, erano definiti essenziali. Ampie zone della Sicilia continuano a registrare il disimpegno degli istituti di credito che genera gravi disagi e una sostenuta mobilità dell’utenza. Le aree interne poi soffrono in modo particolare questo fenomeno perché caratterizzate da carenza infrastrutturale sia fisica che digitale”.
“È paradossale – prosegue Sidoti – che le filiali bancarie abbassino sempre più le serrande mentre varie finanziarie aprono. È questa una spia evidente di un malessere che va fronteggiato con misure di contrasto, necessarie per evitare forme parallele di assistenza fuori dal perimetro della legalità. Una banca che chiude attenua l’attrattività del territorio in cui per anni ha operato. Imprese, commercio, sviluppo, risparmio vengono seriamente colpiti dalla continua revisione commerciale degli istituti di credito. La Sicilia paga inoltre caro il fatto di non avere più banche locali. Oltre alle Bcc ne è rimasta solo una, la Baps, ma queste realtà non sono sufficienti a recuperare i centri decisionali che non sono più presenti nella nostra regione”.
“Tali considerazioni, ancora una volta, ci spingono come First Cisl, a riproporre la costituzione di un Osservatorio regionale sull’attività bancaria che abbia – conclude Fabio Sidoti – capacità di analisi ma anche di interposizione e contrasto nel rispetto dell’articolo 47 della Costituzione Italiana, che, è bene ricordarlo, impegna la Repubblica a incoraggiare e proteggere il risparmio in ogni sua forma, disciplinando il credito e favorendo l’accesso al risparmio»”.
Qui l’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl sulla ricchezza delle famiglie italiane

