Il 22 aprile, First Cisl Sicilia ha tenuto il suo articolato consiglio generale volgendo lo sguardo al futuro. Ai lavori hanno preso parte la Segretaria nazionale amministrativa e organizzativa First Cisl, Vilma Marrone, la Segreteria di Cisl Sicilia, composta da Leonardo La Piana, Segretario generale, Chiara Barbera ed Emanuele Gallo nonché il Segretario generale First Cisl Sicilia Fabio Sidoti.
“Viviamo tempi difficili – ha esordito Sidoti – che mettono a dura prova il vivere quotidiano. Banche che chiudono, sostenuto ricorso al credito al consumo, timore di metà dei siciliani di non riuscire a fronteggiare le spese giornaliere con le proprie entrate. Noi operiamo in un settore nevralgico, sottoposto a repentini cambiamenti che vanno governati nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori ma anche dell’utenza. Nell’ultimo decennio la Sicilia ha perso sportelli, istituti di credito e con essi occupazione e centri decisionali. Registriamo una costante revisione del modello commerciale delle banche che genera i ben noti e deleteri effetti della desertificazione bancaria”.
“Nella nostra regione – ha proseguito Fabio Sidoti – rileviamo il ritrarsi dei colossi finanziari ma annotiamo con favore che Poste Italiane e gli sportelli del Credito Cooperative assolvono al ruolo di banche di prossimità. Come organizzazione sindacale non abbandoniamo l’idea della costituzione di un Osservatorio regionale sull’attività bancaria, per il quale, con Cisl Sicilia, abbiamo da tempo avviato un’interlocuzione con Regione Sicilia. Per quel che riguarda la nostra base associativa possiamo assicurare la massima dedizione nella fase di contrattazione per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro che investono tutti i settori della nostra federazione. L’impegno sarà inoltre costante nel favorire il ricambio generazionale in First Cisl e nel dare un grande peso ai processi di formazione e aggiornamento della nostra dirigenza”.
Nel suo intervento, Leonardo La Piana, Segretario generale Cisl Sicilia ha evidenziato le criticità di una regione che vive il problema dello spopolamento. A gennaio è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra Cesi, Cisl Sicilia e Università Kore di Enna, finalizzato a rafforzare il ruolo strategico delle aree interne dell’Isola e a promuoverne il rilancio sociale, economico e culturale. “Le aree interne della Sicilia – ha detto La Piana – non possono rimanere silente periferia da assistere, ma devono diventare il motore di una nuova strategia di sviluppo regionale. È necessario garantire diritti di cittadinanza uguali per tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive”. Tra le proposte lanciate da Cisl Sicilia: la costituzione di una cabina di regia regionale, presieduta in modo interdisciplinare dalla Presidenza della Regione Siciliana e dalla Presidenza dell’Ars, che coinvolga l’Anci, la Conferenza dei Rettori delle Università siciliane, le rappresentanze datoriali e le organizzazioni sindacali confederali, per coordinare in maniera stabile e strutturata gli interventi sulle aree interne.
“L’abbandono di ampie fette di territorio dell’interno Sicilia – ha proseguito La Piana – è un’emergenza acuita anche dalla desertificazione bancaria. Apprezziamo l’impegno di First Cisl perchè questo non è un tema marginale: se crollano le aree interne, crolla tutto il sistema Sicilia riverberando i suoi deleteri effetti anche a livello nazionale. La diminuzione della popolazione attiva e la riduzione della forza lavoro hanno un impatto negativo su produttività e sviluppo economico regionale. Non va inoltre sottovalutato l’invecchiamento della popolazione residente che incrementa la pressione sulla richiesta di servizi di assistenza. La nostra visione non può prescindere dal far fronte comune con tutti i soggetti che hanno specificità in Sicilia, azione che riteniamo fondamentale per fronteggiare un problema che ha tutti i connotati di una fase epocale”.
I lavori del Consiglio generale di First Cisl Sicilia sono stati conclusi dalla la Segretaria nazionale amministrativa e organizzativa, Vilma Marrone che si è soffermata sull’importanza delle “conquiste sindacali che non sono un trofeo da conservare ma vanno perseguite quotidianamente stando vicini alle persone alle quali assicurare le tutele effettive. Costanza dei rapporti, confronto aperto, ascolto continuo sono gli elementi che devono caratterizzarci. Il sindacato deve anticipare le stagioni del cambiamento e governarlo per questo i moduli formativi e di aggiornamento, che continuiamo a potenziare, rappresentano uno strumento fondamentale che favorisce la circolazione delle idee, l’interazione, il dialogo, la preparazione, i risultati”.
“Siamo in piena stagione di rinnovi contrattuali – ha proseguito Marrone – che come organizzazione ci vedrà fortemente impegnati nell’interesse della nostra base associativa. Sarà cura della dirigenza sindacale, in ogni sua articolazione, spiegare gli aspetti della trattativa del rinnovo del contratto nazionale Abi che non è solo rivendicazione contributiva. Per quel che riguarda l’aumento di 518 euro lordi mensili, sulla figura di riferimento, equivalente a un incremento del 15,5%, punta a redistribuire il valore prodotto da lavoratrici e lavoratori. Non è affatto una richiesta eccezionale se guardiamo all’andamento economico delle banche. Se escludiamo il settore del credito cooperativo, nel triennio 2022-24 gli utili registrati dal sistema bancario sono stati circa 103 miliardi euro, mentre nel 2025 il costo del lavoro nei cinque più grandi gruppi è diminuito dello 0,4%, questo a causa della riduzione del numero delle persone occupate”.
