Giovani, lavoro e futuro: First Cisl Roma e Rieti promotrice del convegno dal titolo “La generazione che attraversa il cambiamento: lavoro, finanza, università nella transizione giovanile”

Il convegno promosso da First Cisl Roma e Rieti, si è tenuto oggi 27 ottobre a Roma. L’analisi dei rappresentanti di aziende, sindacato, mondo accademico e istituzioni delinea i nodi della transizione giovanile.

In un contesto economico e sociale segnato da incertezze globali e trasformazioni tecnologiche, il gruppo dirigente First Cisl Roma e Rieti ha messo al centro del dibattito pubblico la condizione giovanile rispetto al mondo del lavoro e le aspettative di futuro per le nuove generazioni. Il convegno dal titolo “La generazione che attraversa il cambiamento: lavoro, finanza, università nella transizione giovanile” si è tenuto a Roma martedì 27 ottobre.

Aprendo i lavori, il Segretario Generale First Cisl Roma e Rieti, Gino Forcina, rispetto alla condizione giovanile ha evidenziato come “lo schema tradizionale di uno sviluppo basato sul paradigma studio, lavoro, famiglia sia diventato una traiettoria che richieda una nuova bussola” e quindi ha aggiunto “parlare di transizione giovanile significa occuparsi di ciò che unisce la scuola al lavoro e la formazione all’autonomia”. In tal senso quindi “il sindacato confederale si deve porre sempre più come corpo intermedio che cerca di realizzare le condizioni migliori per le future generazioni di lavoratrici e lavoratori”. Un’esigenza di ricostruzione sociale condivisa dalle istituzioni locali: nei saluti portati a nome dell’amministrazione della città, infatti, il Presidente della Commissione Roma Capitale, Riccardo Corbucci ha evidenziato l’importanza della concertazione per offrire servizi, politiche abitative per gli studenti e spazi per l’innovazione, come l’Innovation Hub in progetto a Pietralata.

A tracciare il quadro interpretativo dell’incontro è stata la lectio introduttiva di Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis. “Ricchi di potenzialità ma poveri di opportunità”, così Valerii ha esordito per rappresentare, senza retorica, la condizione giovanile in Italia, partendo dal “peccato originale” della denatalità, che rende i giovani numericamente esigui e quindi anche poco rappresentati politicamente.

L’analisi del Direttore del Censis ha mostrato come tre storici motori della mobilità sociale si siano incrinati:

“Istruzione a rendimenti decrescenti”: In Italia il differenziale salariale tra un laureato occupato e un diplomato è solo del +20%, il livello più basso d’Europa (contro il +40% di Francia e UK).

“Svalorizzazione del lavoro”: In 35 anni (1990-2025) le retribuzioni medie reali sono calate del -2%. Mentre la crescita degli occupati negli ultimi anni è stata assorbita interamente dagli over 50 (+694.000), tra gli under 35 gli occupati scendono e crescono gli inattivi (+317.000 in due anni), oltre alla costante fuga di cervelli all’estero (411.000 espatri netti in dieci anni).

“Mutazione dello Stato”: Lo “stato sociale cede il passo allo stato debitore”, schiacciato da oltre 3.200 miliardi di debito pubblico e da 87 miliardi annui di soli interessi, con una contrazione strutturale dei servizi di welfare.

Di fronte a questo scenario, Valerii ha rivolto un preciso messaggio ai giovani: l’abbandono degli studi non è l’unica forma di protesta ma una ribellione più efficace sta nel continuare a studiare per sviluppare il pensiero critico, aprirsi a nuove opportunità ed evitare il più possibile le manipolazioni.

All’intervento di Valerii è seguita una tavola rotonda moderata da Filippo Caleri, Caporedattore de Il Tempo.

Valeria Santoro, giornalista e saggista, ha posto l’accento sul carovita e sui costi insostenibili degli affitti nelle grandi città come alcuni dei principali ostacoli al diritto allo studio. Santoro ha denunciato la perdita della storica stabilità di un lavoro nel settore bancario, sotto la spinta di riorganizzazioni e dell’Intelligenza Artificiale. La giornalista ha richiamato la necessità di valorizzare le competenze umane (empatia, comunicazione, pensiero critico) rispetto alla fredda standardizzazione algoritmica. Ha inoltre rimarcato la gravità del credit gender gap (alle donne va solo un quinto del credito bancario) e i ritardi dell’educazione finanziaria, che spingono molti giovani a lasciare la liquidità bloccata su conti correnti, trasformati in “materassi digitali”.

Lucio Lamberti, economista e docente dell’Università Telematica San Raffaele, ha evidenziato la “malattia del brevismo”, attenzione solo ai risultati nel breve termine, delle istituzioni finanziarie e la distanza culturale tra i giovani e le banche tradizionali. Lamberti ha messo in guardia dal rischio di disintermediazione a favore di nuovi operatori fintech e dell’IA: “Per la Banca tradizionale spesso il giovane è un cliente poco conosciuto. Il rischio è che nei passaggi generazionali le attuali istituzioni finanziarie vengano disintermediate dalle nuove realtà digitali che già oggi sono capaci di intercettare la clientela giovanile dai 14 anni in su”.

Lamberti, ha infine sollecitato il settore creditizio a ritrovare la presenza sul territorio e la capacità di ascolto. La banca è rispetto al passato molto più attenta al controllo dei processi e in questo contesto sta perdendo progressivamente la capacità di parlare con i giovani non offrendo percorsi di carriera veloci come in passato.

Sara Gentili, Responsabile Formazione e Sviluppo Risorse Umane Crédit Agricole Italia ha illustrato il cambiamento nelle aspettative giovanili, dove la domanda di occupazione si affianca alla richiesta di qualità e work-life balance. “In Crédit Agricole Italia” ha affermato la Gentili, “attrarre e trattenere i giovani significa offrire opportunità di crescita, qualità delle relazioni e apprendimento continuo”.

Dario Colonnello dell’Ufficio Studi Consob, ha invece analizzato il ruolo dei social media e degli algoritmi persuasivi che veicolano illusioni di facili guadagni. Colonnello ha stigmatizzato come “Sui social va in scena la compravendita di illusioni; tra finfluencer improvvisati e false Academy, il miraggio del guadagno facile nasconde quasi sempre un’unica certezza: bruciare il capitale investito”.

Colonnello ha infine ricordato che l’IA in ambito finanziario presenta margini di errore fino al 20-25%, rendendo la relazione e la consulenza umana un presidio del tutto insostituibile.

A trarre le conclusioni della giornata è stato il Segretario Generale nazionale First Cisl, Riccardo Colombani che ha rivendicato con forza la dimensione sociale del sindacato e la necessità di inserire la rendicontazione di sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa al centro delle relazioni industriali.

“Le nuove generazioni si trovano oggi ad affrontare una condizione di profondo disorientamento, segnata dalla glaciazione demografica, dalla recessione delle democrazie occidentali e da rapide trasformazioni come la digitalizzazione e i contesti di instabilità geopolitica” ha esordito Colombani che, nel prosieguo del suo intervento, ha anche sottolineato come “…di fronte a questo scenario, i corpi intermedi sono chiamati ad assumere un ruolo di responsabilità in grado di sopperire anche ad alcune lacune della politica. Il sindacato, in particolare, non può lasciarsi confinare alla gestione delle crisi o all’ambito puramente rivendicativo della sua azione, ma deve assumere – ha proseguito – il ruolo di soggetto politico di trasformazione sociale, capace di rimettere le persone al centro e stimolare le nuove generazioni grazie ad una visione antropocentrica della società e dell’economia”

Sul fronte dell’occupazione e delle trasformazioni tecnologiche, Colombani ha espresso una posizione netta:

“Per questo motivo è indispensabile stringere un Patto per l’occupazione con il sistema bancario, che consenta di governare la rivoluzione tecnologica e l’impatto dell’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale non deve mai essere intesa come uno strumento di sostituzione del lavoro o di contrazione degli organici, bensì come un supporto volto a liberare la creatività delle persone e a qualificare le attività umane”.

Guarda l’intervista a Gino Forcina

Guarda l’intervista a Massimiliano Valerii 

Guarda l’intervista a Riccardo Corbucci

Guarda l’intervista al Professor Lucio Lamberti