In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, è importante conoscere alcuni numeri che parlano chiaro.
In Italia il tasso di occupazione femminile è circa il 52%, contro oltre il 70% di quello maschile.
Le donne guadagnano mediamente oltre il 20% in meno rispetto agli uomini.
Solo una minoranza dei ruoli dirigenziali è ricoperta da donne.
Fino a quando la parità non sarà completa l’8 marzo non può essere definita una festa.
Le opportunità non sono uguali per uomini e donne.
La violenza di genere è una realtà concreta, nella società e nei luoghi di lavoro.
Il divario salariale tra uomini e donne esiste ancora e incide su stipendi, carriere e pensioni.
La conciliazione tra lavoro e famiglia continua a pesare soprattutto sulle donne, condizionandone percorsi professionali e autonomia economica.
La parità non è una concessione è giustizia sociale.
E finché non sarà pienamente realizzata, l’8 marzo resterà un impegno, non una celebrazione.

