Diritti, lavoro e disabilità: il ragionevole accomodamento

Il concetto di “ragionevole accomodamento” (reasonable accommodation) nasce negli Stati Uniti diventando uno strumento fondamentale per garantire uguaglianza e non discriminazione delle persone con disabilità nell’accesso e nella permanenza nel mondo del lavoro.

Il principio si è progressivamente affermato in numerosi ordinamenti giuridici ma soprattutto nella Direttiva europea 2000/78/CE e nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006. L’idea di fondo è che la parità di trattamento non si realizza trattando tutti nello stesso modo, ma adattando il contesto lavorativo alle esigenze concrete della persona, purché ciò non comporti un onere eccessivo per il datore di lavoro.

In Italia il principio del ragionevole accomodamento trova fondamento nella Costituzione, in particolare negli articoli 3, 4, 35 e 38, che tutelano l’uguaglianza sostanziale, il diritto al lavoro e la protezione delle persone con disabilità. Tuttavia, il riconoscimento esplicito dell’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli è avvenuto soprattutto attraverso il recepimento delle norme europee e l’influenza della Convenzione ONU.

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