Si è svolta nei giorni scorsi, presso il centro Cardinal Urbani di Zelarino, la terza giornata del percorso formativo intitolato “Germoglio – Dal seme alla rappresentanza”, dedicato alla crescita delle nuove e dei nuovi attivisti sindacali First Cisl della Macroregione Alto Adige Trentino Veneto.
All’incontro hanno partecipato una ventina di neo-attiviste e neo-attivisti provenienti da tutti i territori del Veneto, accompagnati dallo staff di Formazione composto da Michele Pizziol, Raffaella Ravarra ed Elisa Lucchese.
Presente anche Maurizio Locatelli, esperto formatore, che ha guidato i lavori della giornata.
L’obiettivo principale dell’appuntamento è stato quello di fornire ai partecipanti conoscenze di base, strumenti operativi e un primo approfondimento delle norme di diritto sindacale, con particolare riferimento alla Legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori) ed all’articolo 7 sulle contestazioni disciplinari.
Un passaggio significativo è stato dedicato al ruolo dell’RSA, con l’obiettivo di comprenderne le funzioni e la responsabilità, approfondendone le competenze relazionali, negoziali ed organizzative, in coerenza con i valori dell’organizzazione e ricordando quanto sia elevato il valore del sindacalista, in quanto mediatore di conflitti.
Particolarmente rilevante è stata la sintesi emersa dai lavori dei partecipanti, che hanno restituito una visione condivisa e consapevole del ruolo sindacale. È emersa la necessità per l’RSA di fare rete, la consapevolezza di essere parte di un “noi” e non solo di un “io”.
È stato inoltre sottolineato come l’impegno nel sindacato rappresenti un percorso di evoluzione culturale e morale della persona, fondato sulla capacità di stare in relazione, costruendo connessioni tra individui e comunità.
Il percorso “Germoglio” proseguirà con l’obiettivo di rafforzare nei partecipanti non solo le conoscenze (“sapere”), ma anche le competenze operative (“saper fare”) e le dimensioni relazionali e valoriali (“saper essere”). Nella consapevolezza che la formazione non si esaurisce in un ciclo di incontri, ma rappresenta un cammino continuo.
Proprio come suggerisce il nome del progetto, il seme della rappresentanza cresce solo se alimentato e curato nel tempo: un processo che richiede impegno, consapevolezza e partecipazione attiva.
