“Le nuove generazioni si trovano oggi ad affrontare una condizione di profondo disorientamento, segnata dalla glaciazione demografica, dalla recessione delle democrazie occidentali e da rapide trasformazioni come la digitalizzazione e i contesti di instabilità geopolitica. Questo disorientamento si manifesta anche nei confronti del lavoro, che nelle società occidentali, ormai da decenni, non viene più considerato come fattore fondativo dell’identità. La quota dei redditi da lavoro subordinato è costantemente diminuita rispetto a quella da redditi da capitale, ed in Italia il calo è stato ancora più marcato. È soprattutto all’esplosione delle disuguaglianze che va addebitata la perdita di fiducia che si scorge dietro il malessere dei più giovani”. Lo ha affermato il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani chiudendo i lavori della tavola rotonda “La generazione che attraversa il cambiamento – Lavoro, finanza, università nella transizione giovanile”, organizzata da First Cisl Roma e Rieti.
“Di fronte a questo scenario, i corpi intermedi sono chiamati ad assumere un ruolo di responsabilità in grado di sopperire anche ad alcune lacune della politica. Il sindacato, in particolare, non può lasciarsi confinare alla gestione delle crisi o all’ambito puramente rivendicativo della sua azione, ma deve assumere – ha proseguito – il ruolo di soggetto politico di trasformazione sociale, capace di rimettere le persone al centro e stimolare le nuove generazioni grazie ad una visione antropocentrica della società e dell’economia”.
“Anche il settore bancario e finanziario deve fare di più per essere attrattivo verso i giovani – ha sottolineato Colombani – Oggi non è così: la presenza dei giovani under 40 è crollata nel giro di pochi anni, e se nel 2015 gli occupati sotto i quarant’anni erano il 31,7%, oggi sono appena il 25% del totale della forza lavoro, collocando l’Italia ai livelli più bassi in Europa”.
“Le banche tuttavia si mostrano più interessate a comprimere i costi, in palese contraddizione con risultati di bilancio straordinari. Per questo motivo è indispensabile stringere un Patto per l’occupazione con il sistema bancario, che consenta di governare la rivoluzione tecnologica e l’impatto dell’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale non deve mai essere intesa come uno strumento di sostituzione del lavoro o di contrazione degli organici, bensì come un supporto volto a liberare la creatività delle persone e a qualificare le attività umane”.
“Accanto alla tutela dell’occupazione, l’altra priorità è rappresentata dalle retribuzioni, che devono crescere attraverso la contrattazione collettiva, sia a livello nazionale che di gruppo. Non va dimenticato, infatti, che il costo del personale nelle banche continua a scendere rispetto ai ricavi. È necessario quindi pretendere una redistribuzione più equa della ricchezza prodotta. E questo si può fare solo coniugando il modello partecipativo promosso dalla Cisl con la contrattazione collettiva, così da garantire – ha concluso Colombani – il rafforzamento della coesione sociale in una fase segnata da disuguaglianze sempre più profonde”.
