“Il 2026 è l’anno della contrattazione collettiva nazionale. La piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale Abi può fare da stimolo per spingere le trattative in tutti i settori, a partire da quello assicurativo, dove sono in corso le trattative con Ania. L’aumento di 518 euro lordi mensili sulla figura di riferimento, pari a un incremento del 15,5%, punta a redistribuire il valore prodotto da lavoratrici e lavoratori. Non è una richiesta eccezionale se guardiamo all’andamento economico delle banche. Nel triennio 2022-24 gli utili cumulati del sistema bancario, escludendo il credito cooperativo, sono stati circa 103 miliardi euro, mentre nel 2025 il costo del lavoro nei cinque più grandi gruppi è diminuito dello 0,4% a causa della riduzione del numero delle persone occupate”. Lo ha dichiarato il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani durante il Consiglio generale nazionale First Cisl che ha approvato l’ipotesi di piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale Abi.
“Un ruolo centrale dal punto di vista dell’innovazione contrattuale sarà svolto dalla Cabina di regia sul digitale, luogo di confronto dinamico che – ha proseguito Colombani – permetterà di integrare il contratto nazionale nel tempo, anche attraverso l’individuazione dei nuovi profili professionali, con i relativi inquadramenti”.
“Le rivendicazioni di natura economica sono motivate dalla necessità di riequilibrare il rapporto tra capitale e lavoro. L’attuale modello di capitalismo finanziario predatorio, infatti, volto esclusivamente all’accumulazione di ricchezza per azionisti, non è sostenibile. D’altra parte l’aumento delle diseguaglianze di reddito e di patrimonio è alla base dell’involuzione delle democrazie occidentali. Per arginare questa deriva – ha proseguito Colombani – è necessario puntare sul modello della cooperazione a mutualità prevalente. Le Bcc devono aumentare le loro quote di mercato aprendo nuovi sportelli”.
Quanto alla congiuntura internazionale, ha sottolineato Colombani in chiusura, stiamo vivendo “una fase storica drammatica, dalla quale possiamo uscire solo rilanciando il progetto, da sempre sostenuto dalla Cisl, degli Stati Uniti d’Europa, cruciale per costruire una grande Europa della democrazia in grado di giocare un ruolo nella crisi del multilateralismo e di difendere i principi della democrazia, anche come risposta ad un’amministrazione americana che parla di estinzione della civiltà europea nei suoi documenti ufficiali”.
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