A pochi giorni dalla pubblicazione del 15° report sulla desertificazione bancaria, elaborato dalla Fondazione Fiba di First Cisl, oltre ai quotidiani nazionali, varie testate giornalistiche a tiratura regionale hanno analizzato il tema valutandone le ricadute sui territori. Da nord a sud il disimpegno degli istituti di credito non conosce pause.
“Desertificazione bancaria, il Piemonte tra le regioni più colpite” titolano News Novara, Ossola News, Vco News che evidenziano “situazioni differenti ma ugualmente significative nelle province di Verbano Cusio Ossola e Novara, entrambe coinvolte nel processo di riduzione della presenza bancaria”. Per Lo Spiffero “Sempre meno sportelli e filiali, in Piemonte due comuni su tre senza banca”. Il sito riporta che i “dati First Cisl fotografano una situazione avanzata e in peggioramento. In Piemonte 669mila persone vivono in comuni senza alcuna banca, 36mila in più nell’ultimo anno. Oltre la metà della popolazione regionale è stata privata dell’accesso agli sportelli dal 2015 ad oggi. Altri 485mila piemontesi risiedono in comuni che dispongono di un solo sportello. Sono 47mila le imprese piemontesi con sede in comuni senza banche, 2.700 in più in un anno. Oltre la metà ha visto sparire lo sportello nel proprio comune dal 2015. Altre 35mila imprese operano in comuni con un solo sportello”.
Dal Piemonte alla Toscana, dove la revisione commerciale degli istituti bancari accresce i disagi delle comunità prive di servizi finanziari. Agenzia Impress titola: “Desertificazione bancaria, chiusi altri 516 sportelli nel 2025. Toscana seconda regione più colpita”. Per La Nazione “Internet azzera le banche. Oltre 56mila toscani vivono in comuni senza sportelli. E la desertificazione avanza”. Il Tirreno rileva che “Prelevare al bancomat è sempre più difficile? Nel 2025 chiusi in Italia 516 sportelli e la Toscana è fra le più colpite. I numeri della desertificazione”. Stessa titolazione per Toscana Media News, Qui News Firenze, Qui Grosseto News che scrivono “Sempre meno sportelli bancari, Toscana fra le più colpite” evidenziando che “Solo nelle Marche il processo di desertificazione bancaria procede più speditamente che nel territorio regionale toscano. La situazione nelle province”.
“La Toscana – riporta La Nazione – rientra tra le regioni più colpite dai tagli alla rete bancaria nel 2025 (…) La riduzione degli sportelli si traduce in un accesso sempre più limitato ai servizi bancari per famiglie e imprese, soprattutto nelle aree interne e nei comuni di dimensioni medio-piccole. Sono oltre 56mila i toscani che vivono in comuni dove non c’è nemmeno uno sportello bancario, 6.600 in più di dodici mesi fa, mentre 165mila vivono in comuni dove c’è un solo sportello bancario, 39mila in più rispetto al 31 dicembre 2024. Più di 3.600 le imprese toscane che hanno sede su territori comunali dove non ci sono banche, 12.300 quelle che sono in comuni con un solo sportello bancario”. Il Tirreno sottolinea “l’elemento che colpisce è l’ordine di grandezza dei territori colpiti. Se prima a rischiare l’isolamento erano solo i piccoli paesi, adesso gli istituti di credito stanno facendo le valigie anche da comuni sopra i 5mila abitanti”. Toscana Media News, Qui News Firenze, Qui Grosseto News vedono anche “un cono di luce, e investe i territori provinciali di Pisa e di Grosseto che risultano fra quelli in Italia a maggior densità di sportelli di banca insieme con Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Ferrara, Ragusa, Ravenna, Reggio Emilia. Arretramento a doppia cifra, invece, per Firenze che dal 2021 al 2025 ha perso il 12,4% degli sportelli”.
La Nuova Ferrara analizza il report cislino titolando: “Sportelli bancari in ritirata ma ancora ben distribuiti. La provincia è prima in Italia per comuni con almeno una filiale”. Scrive il giornalista Andrea Mainardi “In Emilia-Romagna i numeri sono importanti: ben 35mila persone risiedono in comuni che non vedono la presenza di alcuna banca. Di queste, il 56% ha visto questo tipo di accessibilità negata dal 2015 ad oggi, quando questo fenomeno ha avuto un’impennata notevole. Inoltre 214mila persone risiedono in comuni che hanno a disposizione un solo sportello bancario. Questo numero ha ricevuto un incremento di 6mila unità negli ultimi 12 mesi”.
Disagi anche in Puglia. Tgr Puglia propone un servizio firmato dal giornalista Fabio Bottiglione dal titolo: “Desertificazione bancaria, nel Salento iniziative contro chiusura sportelli. In Italia nel 2025 più di 500 sportelli bancari hanno chiuso i battenti. Ma in provincia di Lecce nascono nuove filiali per venire incontro alle esigenze dei cittadini”. “Desertificazione bancaria, sportelli in calo anche nel 2025. Puglia e Basilicata tra le regioni più esposte, migliaia di cittadini e imprese senza servizi” è il titolo di TrmTv che riporta i dati delle due regioni. “In Puglia la desertificazione bancaria assume dimensioni rilevanti e strutturali. I dati aggiornati al 31 dicembre 2025 (elaborazione su fonti Banca d’Italia, Istat ed Eurostat) indicano che 179mila persone risiedono in comuni completamente privi di sportelli bancari. Oltre due terzi di questi comuni sono stati abbandonati dalle banche dal 2015 in poi, segno di un processo lungo e progressivo. In Basilicata la desertificazione bancaria assume caratteri ancora più drastici in rapporto alla dimensione demografica e territoriale. I dati aggiornati al 31 dicembre 2025 indicano che 88mila persone risiedono in comuni totalmente privi di sportelli bancari, 8mila in più rispetto a un anno prima. Il 52% di questi comuni è stato abbandonato dal sistema bancario dal 2015”.
Situazione difficile anche in Abruzzo dove, come scrive News Town, “oltre 6 comuni su 10 sono senza sportello”. Non tanto diversa la titolazione de Il Trafiletto: “Desertificazione bancaria, Abruzzo tra le regioni con più comuni senza sportelli”. “In termini concreti – riporta News Town – sei comuni abruzzesi su dieci non dispongono più di uno sportello bancario, una condizione che genera forti criticità sia per il tessuto produttivo locale, composto in larga parte da micro e piccole imprese, sia per le fasce più vulnerabili della società, come anziani e cittadini con minore dimestichezza con i servizi digitali”.
Dall’Abruzzo alla Calabria lo scenario non muta. “Addio banche, in Calabria 302 comuni senza sportelli: 5 milioni di italiani non hanno accesso fisico alle filiali” scrive LaC News24. Tra gli altri problemi di fruizione dei servizi bancari il sito mette in risalto la difficoltà di accedervi virtualmente. “È un problema per chi non ha dimestichezza con internet ed app e ha difficoltà ad utilizzare le tecnologie informatiche (…) il Mezzogiorno molto indietro rispetto al resto del Paese e la Calabria ultima con solo il 35% della popolazione accreditata sui siti bancari”.
Non molto diversa la situazione in Sicilia dove Live Sicilia e Quotidiano di Sicilia – Qds rispettivamente titolano sull’inarrestabile avanzamento della desertificazione bancaria che colloca la regione al quartultimo posto per utilizzo dell’home banking e nel rapporto sportelli abitanti. In Sicilia sono disponibili appena 21 filiali bancarie ogni 100mila abitanti contro i 62 della provincia di Trento e i 38 della Lombardia.
I dati al 31 dicembre dello scorso anno sono eloquenti e nello scorrerli si apprende che 377mila siciliani non hanno a disposizione alcuna agenzia e altri 545mila rischiano di perdere l’unica attiva nel territorio in cui risiedono. Non va meglio alle imprese. Ben 20mila sono prive di sportelli e 29mila ne hanno a disposizione appena uno nelle zone in cui operano. Comprensibili i disagi, acuiti da carenze infrastrutturali, in particolare, nelle aree interne dell’isola.
Su Live Sicilia il Segretario generale nazionale First Cisl, Riccardo Colombani “contesta l’idea che la digitalizzazione giustifichi la riduzione della rete fisica. Nel 2025 l’utilizzo dell’internet banking in Italia, pur in lieve crescita, resta significativamente inferiore alla media europea e lontano dai principali Paesi dell’Unione. A fronte di un 56,4% di italiani che utilizzano i servizi bancari online, in Francia la percentuale sale al 78,3%”. “I numeri – prosegue su Qds il leader dei bancari della Cisl – descrivono un fenomeno su larga scala di esclusione sociale delle fasce più fragili della popolazione. Le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose. Il caso francese dimostra infatti – conclude Colombani – che i necessari miglioramenti nell’utilizzo dei canali bancari digitali non sono affatto un ostacolo alla presenza fisica sui territori”.
Qui il 15° report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria di First Cisl aggiornato al 31 dicembre 2025
Qui tutti i dati e i grafici descrittivi della desertificazione bancaria in Italia, a cura di Fondazione Fiba

