Banca Ifis, cessione del comparto NPL, 375 lavoratori in bilico
Con un comunicato pubblicato giovedì 25 giugno sul proprio sito ufficiale, Banca Ifis ha annunciato l’intenzione di cedere entro il 2026 l’intero comparto NPL, attività storica dell’istituto controllato dalla famiglia Fürstenberg.
La notizia ha trasformato in poche ore la quotidianità dei 375 dipendenti, di cui 280 sul territorio fiorentino, in un’attesa carica di incertezza. Nessun dettaglio sul futuro né una tempistica definita: soltanto la consapevolezza di essere coinvolti in un’operazione che potrebbe cambiare profondamente il loro percorso professionale e la loro vita familiare.
A farsi portavoce delle preoccupazioni dei dipendenti è il segretario Rsa First Cisl di Banca Ifis Firenze, Marco De Lucia: «La decisione della banca ha compromesso la serenità dei dipendenti che, fino a oggi, hanno svolto il proprio lavoro con diligenza e professionalità. La nostra organizzazione si è dimostrata fin da subito attenta e pronta a raccogliere le istanze di lavoratrici e lavoratori e continuerà ad essere presente per ottenere dall’azienda garanzie concrete a tutela dell’occupazione e della stabilità dei posti di lavoro». Il confronto con l’azienda prosegue e l’obiettivo è uno solo, ha proseguito De Lucia: «ottenere garanzie reali, non promesse generiche, per chi ogni giorno ha contribuito con impegno ai risultati del gruppo».
Sul tema è intervenuto anche il segretario generale First Cisl Toscana Marco Lenzini: «La decisione annunciata da Banca Ifis non può essere affrontata esclusivamente con logiche industriali o finanziarie, ma deve mettere al centro la tutela delle persone e dell’occupazione. Come First Cisl chiediamo serietà e trasparenza da parte dell’azienda. La salvaguardia dei posti di lavoro sul territorio, la continuità occupazionale come del resto il mantenimento dei diritti contrattuali rappresentano per noi condizioni imprescindibili. Non possiamo accettare soluzioni che scarichino sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo di scelte strategiche aziendali».