Aree interne, Lenzini: “Sostegno ai territori e iniziative per i giovani, non assistenzialismo!”

Si è svolto sabato 13 giugno 2026, presso il circolo di Pavana (PT), il convegno organizzato da MCL Toscana e MCL Pistoia dal titolo: “La sfida delle aree interne tra lunghe attese e voglia di riscatto: spopolamento, giovani, servizi e lavoro”.

 

 

Nel suo intervento, a nome di Cisl Toscana, il segretario generale First Cisl Toscana, Marco Lenzini, ha affrontato i temi del lavoro, dei servizi e della permanenza dei giovani nelle aree interne, soffermandosi sul fenomeno della desertificazione bancaria e sul suo legame con la riduzione dei servizi, citando anche il caso dell’ospedale di San Marcello Pistoiese. A livello nazionale il 44% dei Comuni è privo di sportelli bancari, con circa 5 milioni di cittadini senza accesso diretto ai servizi; in Toscana la quota è pari all’11%, con 166 mila residenti in Comuni dotati di un solo sportello.

La chiusura degli sportelli bancari rappresenta non solo un problema economico, ma anche sociale, con effetti particolarmente pesanti su anziani, persone fragili e cittadini con basse competenze digitali. Lenzini ha richiamato l’indice DESI, evidenziando il ritardo dell’Italia nella digitalizzazione, soprattutto nella fascia 65-74 anni, e ha sottolineato anche le criticità per il personale bancario legate al tema della desertificazione come: aumento mobilità, carichi di lavoro e pressioni commerciali.

Per contrastare il fenomeno il segretario First Cisl Toscana ha indicato il ruolo dell’Osservatorio regionale contro la desertificazione bancaria, di cui First Cisl è fra i promotori, come strumento di confronto tra istituzioni e territori, citando come esempio di desertificazione quello del comune di Vernio oggetto di una tavola rotonda tenutasi lo scorso 19 maggio.

Lenzini ha tenuto ad evidenziare il ruolo delle banche cooperative e territoriali, fondamentali per sostenere l’economia reale e lo sviluppo locale in contrapposizione a logiche esclusivamente finanziarie citando come esempio la vicenda del Monte dei Paschi di Siena, «operazione di mera speculazione finanziaria che va ad impoverire il territori ed arricchire solo la grande finanza e i grandi azionisti». Lenzini ha richiamato poi il valore della persona, della sussidiarietà e della dottrina sociale della Chiesa come riferimenti per costruire modelli economici più vicini alle comunità facendo esplicito riferimento all’ultima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”.

Il Segretario generale First Cisl Toscana ha poi affrontato il tema dei giovani, richiamando le potenzialità dei poli universitari di Pisa e Firenze denunciando al contempo  la riduzione  dei salari reali, dato emerso da studi Bankitalia, e la mancanza di prospettive per molti laureati, citando un’indagine di Jevis, associazione studentesca che fa da ponte fra università e mondo del lavoro, secondo la quale il 43% degli studenti  sarebbe disposto a trasferirsi all’estero finito il ciclo di studi universitari. La situazione è difficile anche nel settore bancario, dove la presenza di under 40 è tra le più basse in Europa e i giovani tendono a lasciare rapidamente il lavoro in banca, ha evidenziato Lenzini.

Il segretario generale First Cisl Toscana ha posto l’attenzione sulle aree periferiche, evidenziando come il problema non sia solo geografico ma soprattutto legato alla qualità della vita dei residenti e al rischio di trasformare questi territori in sole destinazioni turistiche, sottolineando la necessità di creare condizioni per la permanenza dei giovani, attraverso lavoro agile, con defiscalizzazioni in capo alle aziende e politiche di sviluppo capaci di attrarre investimenti e occupazione.

Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di creare un collegamento concreto tra giovani e mondo del lavoro, attraverso tavoli di confronto tra istituzioni, imprese e università, offrendo percorsi di crescita professionale e responsabilizzazione: «Serve realmente un patto tra università e mondo del lavoro, concreto che miri al futuro!» ha dichiarato Lenzini, richiamando poi l’attenzione dei presenti su un bando regionale toscano destinato alle attività svolte nell’area appenninica montana, “custodi della montagna”, evidenziandone però la limitatezza delle risorse. «Non si sostiene così il territorio – ha affermato – si rischia di sfociare in una solidarietà, per altro insufficiente, che genera solo assistenzialismo».

In conclusione Lenzini ha ribadito necessità di fare rete tra istituzioni, corpi intermedi e comunità locali, indicando nell’Osservatorio regionale contro la desertificazione bancaria un esempio concreto di collaborazione per mantenere servizi e presìdi essenziali nei territori, con particolare attenzione gli anziani, alle persone più fragili ed ai giovani.

 

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