Il settimanale Toscana Oggi , nell’edizione del 20 settembre, in un articolo a firma di Verdiana Corbianco dal titolo “Caro-carburanti, il pieno alla pompa pesa sempre più su famiglie e lavoratori”, affronta il problema del caro carburante e il suo impatto crescente sulle famiglie e sui lavoratori.
Il caro-carburanti continua a pesare su famiglie, lavoratori e gestori dei distributori. La proroga del taglio delle accise, in vigore fino al 17 settembre, garantisce un sollievo temporaneo, ma si attende una soluzione strutturale capace di contenere gli effetti dei rincari. In Toscana, i gestori segnalano margini sempre più ridotti, come evidenziato dal presidente regionale di Faib Confesercenti Toscana Federico Valacchi con un guadagno lordo che resta bloccato a 4 centesimi al litro erogato. L’aumento dei costi di trasporto si riflette poi sui prezzi dei beni di consumo come indicato dal presidente di Adiconsum Toscana e Firenze Antonello Simone, nell’ultimo anno carne, ortaggi e pesce hanno registrato aumenti rispettivamente del 4,6%, 5,1% e 3,6%. Indicando in una riforma strutturale di accise e Iva la strada per contenere i costi e tutelare consumatori e lavoratori. A preoccupare sono in particolare le aree interne, dove la chiusura degli impianti rischia di aggravare ulteriormente l’isolamento dei territori. Sullo sfondo restano le tensioni internazionali e il prezzo del petrolio, con il Brent oltre i 105 dollari al barile. Se il greggio dovesse rimanere sopra i 100 dollari, il diesel potrebbe arrivare a 2,50 euro al litro.
Dall’analisi dei dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il segretario regionale di First Cisl Toscana, Marco Lenzini, evidenzia come, dal 1° luglio 2013 al 31 agosto 2026, l’incremento complessivo dei cinque principali carburanti sia rimasto per quasi un decennio contenuto intorno al 5,7%. «Dal 5 gennaio ad agosto 2026 i carburanti sono aumentati in media del 22%. Se consideriamo l’intero arco temporale dal 2013 a oggi, l’aumento complessivo è stato del 29,7%: di questa quota, ben l’80% si è concentrato negli ultimi otto mesi». Lenzini ha indicato tre possibili soluzioni: il consolidamento dello smart working, la creazione di hub territoriali di coworking vicini alla residenza dei lavoratori e il potenziamento del welfare aziendale. «Diventa fondamentale intervenire con misure concrete a sostegno dello smart working, anche in via sperimentale, in questa fase caratterizzata da costi molto elevati, garantendo sempre il mantenimento del posto di lavoro fisico, e incentivare l’utilizzo di hub territoriali prossimi alla residenza dei lavoratori, così da ridurre l’impatto degli spostamenti quotidiani», ha concluso Lenzini.